Emilia-Romagna adegua tariffe hospice per sostenere costi crescenti
Emilia-Romagna aumenta tariffe hospice per sostenere costi di personale e servizi e garantire cure palliative.

L’Emilia-Romagna ha reso effettivo un provvedimento atteso da tempo: ha aumentato la tariffa giornaliera per i ricoveri in hospice, al fine di coprire i nuovi costi di personale e servizi. L’aumento, deliberato a inizio luglio, entra in vigore dal 1º maggio 2026 e prevede un incremento da 230 a 268 euro per una giornata di degenza, al netto di farmaci e prestazioni specialistiche. La misura, che punta a rafforzare la rete delle cure palliative, è stata celebrata come un passo importante per garantire la qualità dell’assistenza e la dignità delle persone in fase terminale.
Un traguardo dopo 25 anni di storia
La rete regionale degli hospice ha una storia lunga 25 anni, iniziata con l’inaugurazione della prima struttura sul territorio il 19 marzo 2001, a Albinea, con la Casa Madonna dell’Uliveto. In quell’occasione, il presidente della Regione Michele De Pascale aveva annunciato l’intenzione di aumentare la tariffa per la degenza, come riconoscimento della qualità dell’assistenza offerta. Oggi, dopo un lungo lavoro di collaborazione, l’aumento è finalmente arrivato, con un’adeguamento tariffario che permette alle strutture di sostenere i costi crescenti.
Un sistema in crescita e in evoluzione
Nel 2025, gli hospice hanno assistito quasi 6.500 pazienti nelle 23 strutture presenti in regione, con 324 posti letto disponibili. L’aumento delle tariffe è stato reso necessario a causa dell’incremento dei costi di personale e servizi, nonché della difficoltà nel reperire infermieri, molti dei quali preferiscono il settore pubblico. La rete degli hospice privati accreditati in Emilia-Romagna nasce da un’esperienza di collaborazione tra diverse strutture, che hanno imparato a conoscersi e a lavorare insieme.
«L’estensione degli accreditamenti a queste ulteriori prestazioni garantirà, anche in questo ambito, la “libera scelta” sui percorsi di cura dei cittadini e il loro benessere», ha dichiarato Pietro Segata, presidente di Società Dolce, che gestisce il centro residenziale di cure palliative Villa Adalgisa a Ravenna. «Oggi gli hospice non sono più dedicati solo alla patologia oncologica, ma sono vere e proprie unità di cure palliative: l’adeguamento tariffario consente di garantirne l’equilibrio», ha sottolineato Segata. La cooperativa sociale ha anche annunciato l’intenzione di ampliare Villa Adalgisa da 19 a 30 posti letto, il massimo consentito dalla normativa. «Attendevamo questo adeguamento tariffario per dare operatività al progetto», ha aggiunto Segata. La delibera prevede anche incontri periodici con i gestori per il monitoraggio e la valutazione dei dati di attività, lo sviluppo delle reti locali di cure palliative e l’andamento dei costi dei fattori produttivi, per un’eventuale revisione delle tariffe.
Con questo provvedimento rafforziamo il nostro impegno a sostegno della rete delle cure palliative, fondamentale all’interno del sistema sanitario regionale. L’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi ha dichiarato: «Gli hospice, con le professionalità che vi lavorano, sanno garantire dignità, qualità dell’assistenza e vicinanza umana alle persone ricoverate in una fase così delicata della vita. Il loro valore va oltre le speranze di guarigione: sta nel sapersi prendere cura sempre, con premura e gentilezza».
