Missionari Vincenziani in Albania: un centro per ex detenuti e senza dimora per la dignità e l’autonomia
Missionari Vincenziani in Albania offrono un centro per ex detenuti e senza dimora per la dignità e l’autonomia.
Il 3 ottobre 2026, i Missionari Vincenziani hanno presentato un progetto di accoglienza e riabilitazione per uomini in difficoltà, con l’obiettivo di offrire un ambiente in cui ritrovare dignità, speranza e autonomia. Il centro, chiamato “Dignitas Infinita – San Vincenzo de Paoli”, è stato inaugurato nell’arcidiocesi di Scutari, nel Nord dell’Albania, e si propone come un punto di svolta per persone senza fissa dimora, ex detenuti e individui in condizioni di fragilità. L’obiettivo è offrire protezione, supporto e opportunità di reinserimento sociale, con un approccio centrato sulla persona e sulla sua dignità.
Un percorso per la dignità e la speranza
Il progetto si basa su un concetto profondo: la dignità non è un privilegio, ma un diritto inalienabile. I Missionari Vincenziani propongono un percorso di conoscenza di sé, formazione umana e guarigione delle ferite, che mira a aiutare i partecipanti a riscoprire la loro identità e a trovare un senso alla vita. La dignità ontologica di ogni persona è considerata sacra e non può essere macchiata o negata. “Ci proponiamo di essere compagni di viaggio di persone la cui ‘dignità ontologica’ è stata macchiata, nascosta, sporcata dagli eventi non positivi della loro storia, perché possa riemergere in tutta la sua bellezza”, spiega padre Luigi Cannato, il missionario responsabile del centro.
Il centro si prende cura della persona spiritualmente e fisicamente, offrendo vitto, alloggio, cure mediche, pratiche giudiziarie e attività psico-sociali. L’obiettivo è raggiungere un equilibrio psico-fisico, permettendo a ogni ospite di sentirsi accolto, amato e riconosciuto come persona. Nessuno è giudicato in base al suo errore, ma la persona è accolta per la sua dignità.
Un’esperienza di accoglienza e trasformazione
Il progetto è nato cinque anni fa, quando i Missionari Vincenziani hanno iniziato a ospitare persone in difficoltà, come Kastriot, il primo ospite presso la casa a Grude e Re, alla periferia di Scutari. L’iniziativa è cresciuta nel tempo, fino a raggiungere un numero di oltre 10 persone accolte. Successivamente, è stata creata una struttura autonoma nel villaggio di Vinoteka, a 3 chilometri da Grude e Re, per migliorare l’organizzazione e offrire un servizio più specifico. Attualmente, il centro ospita un solo individuo, ma è in attesa di nuovi ospiti, con un limite massimo di otto.
Il percorso proposto include anche un aspetto spirituale: la preghiera, la giornata in Cristo e la lettura della Parola di Dio. Il percorso consiste nel guardarsi dentro, per raccogliere i pezzi della propria persona frantumata e raccoglierli attorno ad un centro interiore che è Dio. L’obiettivo è dare significato alla vita e trovare un’unità, un’identità, attraverso un approccio vicino a quello di Gesù: vicinanza, compassione e tenerezza. Nonostante l’Albania abbia registrato alcuni miglioramenti economici e sociali, la povertà persiste, soprattutto nelle zone rurali e montuose. L’emigrazione dei giovani e la corruzione sono i principali fattori che aggravano la situazione. Mentre le politiche sociali si sono sviluppate in favore di orfani, donne in difficoltà e diversamente abili, le case di accoglienza per uomini senza fissa dimora sono quasi del tutto inesistenti. Gli ex detenuti, spesso abbandonati o senza famiglia, sono i più colpiti da questa condizione.
Il progetto dei Missionari Vincenziani rappresenta un’alternativa concreta per chi non ha altre possibilità. Offrendo un ambiente protetto e un percorso di trasformazione, il centro cerca di aiutare le persone a ritrovare la loro dignità e a costruire un futuro più stabile. “Vorremmo entrare nelle loro vite in punta di piedi, scalzandoci sulla terra sacra delle loro storie”, conclude padre Cannato, sottolineando l’impegno profondo dei missionari verso chi è in difficoltà.
