Meloni e la coalizione anti-migrazione sveglia l’Europa
Governo Meloni convoca vertice Ue su migranti, tensioni con Spagna e sinistra.

Il governo di Giorgia Meloni ha svegliato l’Unione europea e messo in tensione la sinistra, convocando un vertice straordinario dei ministri dell’Interno con una lettera sottoscritta da 22 Stati membri. L’azione, invocata inizialmente dall’Italia e dalla Danimarca, ha suscitato reazioni forti, soprattutto da parte del governo spagnolo e della sinistra europea. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto la richiesta e ha convocato una videoconferenza per fare il punto sulla situazione migratoria, un tema che ha scosso le istituzioni europee e ha acceso dibattiti su diritti, sicurezza e responsabilità condivisa.
Frontiere in pericolo, l’Europa si mobilita
La lettera, firmata da 22 Paesi, ha chiesto una risposta comune all’immigrazione clandestina, in particolare dopo l’invasione di Ceuta, dove migliaia di migranti hanno attraversato le frontiere senza autorizzazione. «Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina», ha scritto Meloni sui social. La situazione ha reso evidente la fragilità dei controlli esterni, con la Commissione europea che ha ricordato che ogni decisione deve essere giustificata e notificata. L’Italia, insieme alla Danimarca, ha spinto per un rafforzamento delle frontiere, un tema che ha suscitato polemiche e accuse di pregiudizio da parte di alcuni governi.
La Spagna, guidata da Pedro Sánchez, ha reagito con durezza, definendo la serrata alle frontiere «dettata da ignoranza». «La maggior parte dei Paesi ha mostrato sostegno e solidarietà», ha sottolineato Sánchez, ma ha criticato l’atteggiamento di alcuni Stati che hanno chiesto l’esclusione temporanea di Schengen. Il ministro degli Esteri spagnolo ha definito «imperdonabile» la mossa italiana, mentre il governo italiano ha sottolineato che la difesa delle frontiere è una responsabilità comune dell’Europa. La Spagna, però, ha rimpatriato in 48 ore migliaia di migranti irregolari, un risultato lodato da Schlein e Conte, che hanno visto in questa azione un esempio di efficacia.
La sinistra europea si divide
La mancanza di sottoscrizioni da parte di Francia e Portogallo ha messo in luce le divisioni all’interno del fronte progressista. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, hanno sostenuto l’azione italiana, ma la risposta di Bruxelles è stata cauta. La Von der Leyen ha ammesso che il sistema di controlli esterni «deve essere ulteriormente rafforzato», un riconoscimento che ha messo in luce le criticità del sistema attuale. La questione, tuttavia, non è solo di sicurezza, ma anche di diritti e di equità tra i Paesi membri.
La situazione ha anche acceso tensioni tra i Paesi membri, con la mancanza di sottoscrizioni da parte di Francia e Portogallo. Il governo italiano ha sottolineato che la difesa delle frontiere non è l’interesse di una singola nazione, ma una responsabilità comune dell’Europa. «La stragrande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente è tornata in Marocco, grazie all’efficace lavoro delle forze dell’ordine spagnole e marocchine», ha aggiunto von der Leyen. La risposta europea, però, sembra essere in movimento, con un vertice che potrebbe segnare un cambiamento nella politica migratoria dell’Unione.
La lettera dei 22 Stati membri ha segnato un momento di svolta per la politica migratoria europea. La situazione ha reso evidente la fragilità dei controlli esterni e ha acceso dibattiti su diritti, sicurezza e responsabilità condivisa. La risposta di Bruxelles, sebbene cauta, indica un movimento verso una maggiore collaborazione tra i Paesi membri. La Spagna ha rimpatriato migliaia di migranti in 48 ore, un risultato lodato da Schlein e Conte. La situazione ha acceso tensioni tra i Paesi membri, con la mancanza di sottoscrizioni da parte di Francia e Portogallo. La risposta europea, però, sembra essere in movimento, con un vertice che potrebbe segnare un cambiamento nella politica migratoria dell’Unione.
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