Il Margherino, un dolce nato per errore diventato un successo a Marghera

Un dolce nato per errore a Marghera diventa un fenomeno di successo, con oltre 4mila pezzi venduti al giorno.

Pasticceria Milady a Marghera vende 4mila Margherini al giorno, un dolce nato per errore diventato un successo
Pasticceria Milady a Marghera vende 4mila Margherini al giorno, un dolce nato per errore diventato un successo

Il Margherino, un dolce nato per errore a Marghera, è diventato un fenomeno di successo, con oltre 4mila pezzi venduti al giorno. La Pasticceria Milady, gestita da Roberto Giuffè, ha trasformato un passo falso in un prodotto di grande richiesta, apprezzato non solo in Veneto ma anche all’estero. Il dolce, originariamente un krapfen, è stato reinventato con una forma triangolare e una ricetta priva di conservanti, grazie a un’idea innovativa e a una produzione efficiente. Il successo del Margherino è nato da un errore di calcolo, ma si è sviluppato in modo esponenziale, grazie a una strategia di vendita al dettaglio e a una forte presenza sui social media.

Un errore che ha dato vita a un successo

Il Margherino è nato da un errore di calcolo durante la preparazione di un krapfen. Roberto Giuffè, titolare della Pasticceria Milady, ha spiegato che l’idea di cambiare la forma del dolce era nata per rinnovare il prodotto tradizionale. Tuttavia, la cottura ha dato risultati inaspettati: i dolci erano troppo grandi e non si adattavano al banco vetrina. La soluzione fu il taglio diagonale, che ha dato vita ai triangoli di cui il Margherino è oggi noto. «Volevamo cambiarne il design», ha raccontato Giuffè, «ma una volta cotti abbiamo realizzato che erano venuti troppo grandi; i clienti non li guardavano e addirittura rovinavano l’estetica del negozio una volta esposti dentro al banco vetrina. Così ho deciso di tagliarli a metà, ricavando due triangoli: i clienti hanno cominciato a incuriosirsi, ad assaggiarli e i feedback sono stati soddisfacenti. È stata proprio questa scelta del taglio a decretarne il successo. Di giorno in giorno sempre più persone hanno cominciato a ordinarli e consigliarli in un passaparola virtuoso. Cosicché dagli iniziali 40 pezzi siamo arrivati a produrne fino a 4000 al giorno».

Un modello di innovazione e sostenibilità

La Pasticceria Milady ha adottato una formula controtendenza: non ha posti a sedere, ma si concentra sulla vendita al dettaglio e sull’asporto. Questo modello ha permesso di ridurre i costi e di aumentare la produttività. «Paradossalmente – osserva Giuffè – la nostra fortuna è stata non avere posti a sedere e nemmeno un bagno per i clienti. Con il Covid abbiamo eliminato anche gli aperitivi, sostituendoli con il take away». L’azienda, che conta 16 dipendenti, ha anche sviluppato un sistema unico al mondo: i distributori automatici di Margherini, che permettono di vendere i dolci in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Il distributore ha generato un fatturato di 420.000 euro e funziona esclusivamente tramite pagamenti elettronici.

Il Margherino è diventato un simbolo di innovazione e di qualità. La ricetta, completamente naturale e priva di conservanti, è stata sviluppata grazie a un’idea originale e a una collaborazione con un’industria dolciaria. Il prodotto è privo di uovo, a seguito di una richiesta da parte di un’azienda dolciaria. La ricetta originale, tramandata dallo zio Ivano, è un mix di farina, zucchero, burro, sale, lievito, acqua, latte e aromi naturali. La preparazione richiede un processo lungo e attento: l’impasto viene lasciato riposare per 48 ore in frigorifero, poi tagliato in pezzature quadrate, fatte lievitare una seconda volta e infine immerse nelle friggitrici. Una volta conclusa la frittura, si passa alla fase cruciale: il raffreddamento, il taglio diagonale che dà vita ai triangoli e la farcitura generosa e traboccante di crema, coronata dalla canonica e immancabile spolverata di zucchero a velo.