La madre del terrorista di Berlino: “Non era mio figlio”
La madre di Abdul Ballout, il terrorista che ha attaccato durante il Pride di Berlino, cerca di comprendere il passo verso la violenza del figlio.

La madre di Abdul Ballout, il 21enne che ha attaccato durante il Pride di Berlino il 25 luglio 2026, cerca di comprendere il passo verso la violenza del figlio. Dopo l’attentato che ha causato la morte di una donna polacca e ferito almeno 29 persone, la donna cerca di conciliare l’immagine del figlio che conosce con le accuse di radicalizzazione che emergono dalle indagini. La madre, che non ha voluto rivelare il suo nome, racconta di non riuscire a comprendere come il figlio, che amava la famiglia e aveva parlato del futuro, potesse fare una cosa simile.
Un percorso verso l’estremismo
Abdul Ballout aveva iniziato a diffondere propaganda dell’ISIS già nel 2024. Nel 2025 aveva tentato di entrare in Mauritania per unirsi al gruppo terroristico, ma era stato rifiutato. Successivamente, aveva cercato di raggiungere la Siria per ricevere addestramento, ma era stato arrestato in Libano e condannato a tre mesi di prigione per incitamento a conflitti religiosi. Le autorità hanno trovato tracce del piano dell’attentato, tra cui un contratto di noleggio di un furgone. La madre, però, non riesce a comprendere come il figlio, che amava la famiglia e aveva parlato del futuro, potesse fare una cosa simile. “Voleva vivere”, dice, con voce roca. “Niente aveva suggerito che fosse un addio.”
La madre racconta che il figlio aveva cambiato numero di telefono diverse volte negli ultimi mesi, sentendosi seguito e minacciato. “Non sapevo perché”, dice, con voce tremante. Ballout aveva anche iniziato a frequentare moschee influenzate da ideologie salafiste, mentre gli investigatori avevano notato che aveva cominciato a esprimere apertamente il suo rifiuto per l’ordine democratico tedesco. Le indagini hanno rivelato che Ballout aveva iniziato a diffondere propaganda dell’ISIS già nel 2024. La sua radicalizzazione era un processo che si era sviluppato lentamente, senza che nessuno potesse prevederlo.
Un’ultima chiamata e un messaggio inquietante
Il giorno dell’attentato, Ballout ha chiamato ripetutamente la madre, chiedendole di informare il suo compagno di coppia che aveva un nuovo numero. Dopo una chiamata, ha ricevuto un breve messaggio: “Prenditi cura di te”. Le parole le tormentano ancora oggi. “Non sapevo cosa significasse”, dice. La madre racconta che il figlio aveva sempre chiamato con la stessa preoccupazione, ma questa volta era diverso. “Non avevo mai visto un comportamento simile prima”, dice. Le chiamate e il messaggio erano il segnale di un’ultima richiesta di aiuto, ma non era chiaro cosa fosse realmente in atto.
La madre ha anche raccontato che il figlio aveva spesso cambiato numero di telefono, sentendosi seguito. “Non sapevo perché”, dice, con voce tremante. Ballout aveva anche iniziato a frequentare moschee influenzate da ideologie salafiste, mentre gli investigatori avevano notato che aveva cominciato a esprimere apertamente il suo rifiuto per l’ordine democratico tedesco. Le autorità hanno trovato tracce del piano dell’attentato, tra cui un contratto di noleggio di un furgone. La madre, però, non riesce a comprendere come il figlio, che amava la famiglia e aveva parlato del futuro, potesse fare una cosa simile. “Voleva vivere”, dice, con voce roca. “Niente aveva suggerito che fosse un addio.”
