Incertezza sul Medio Oriente spinge petrolio a 84 dollari al barile

Prezzo del petrolio sale a 84 dollari al barile a causa di incertezze nel Medio Oriente e tensioni con l’Iran.

Mercati finanziari reagiscono a tensioni nel Medio Oriente con aumento del prezzo del petrolio
Mercati finanziari reagiscono a tensioni nel Medio Oriente con aumento del prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio è salito a 84,73 dollari al barile, con un aumento del 1,14%, nella mattina di questa terza-feira, a causa di una situazione di incertezza nel Medio Oriente. Il prezzo del West Texas Intermediate, riferimento per gli Stati Uniti, è aumentato del 0,52%, raggiungendo 80,76 dollari al barile. L’aumento dei prezzi si verifica dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Washington potrebbe negoziare un accordo di pace con l’Iran, ma Teheran ha rifiutato di prepararsi a entrare in conversazioni con gli Stati Uniti, aumentando le preoccupazioni per l’instabilità nella regione.

Pressione sui mercati asiatici e su investimenti in tecnologia

La volatilità dei mercati finanziari è stata influenzata anche da diversi annullamenti e dichiarazioni da parte di Washington e Teheran riguardo a potenziali negoziati di pace, nonché dagli attacchi a navi nel Golfo di Ormuz, la cui riapertura dipende dal ripristino delle trattazioni tra Stati Uniti e Iran. In Asia, il Kospi, indice coreano, ha registrato un aumento del 1,6%, riducendo le perdite degli ultimi 30 giorni al 2,5%. Intanto, il Shangai Composite ha guadagnato lo 0,53%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha perso l’0,82%. Gli investitori si concentrano su dati economici chiave, come quelli sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, che saranno resi noti venerdì.

Investimenti in oro e tecnologia in crescita

Il prezzo dell’oro è aumentato del 0,24%, raggiungendo 4.064,87 dollari per oncia, mentre la prata ha visto un aumento del 2,35%, a 59,04 dollari per oncia. La domanda di oro da parte dei centri monetari, guidata dalla Cina, dovrebbe contribuire a un recupero dei prezzi, nonostante la pressione temporanea derivante dai mercati energetici e dalle rate di interesse. Secondo gli analisti della Goldman Sachs, l’aumento delle comprate di oro da parte del Banco Centrale cinese, che ha incrementato le sue acquisizioni di circa 20 tonnellate al mese dal 2022, ha contribuito a un aumento superiore al 20% del prezzo mondiale del metallo prezioso.

Nella stessa sessione, i fondi hanno venduto 33.280 oncie di oro, portando le vendite annuali a 2,25 milioni di oncie. Il totale di oro in ETF è sceso del 2,3% quest’anno, a 96,7 milioni di oncie. Il SPDR Gold Shares, il più grande ETF del settore, ha guidato i resi, con un calo di 36.693 oncie. Al contrario, la prata ha visto un incremento degli investimenti, con l’aggiunta di 540.900 oncie negli ETF, nonostante le vendite annuali rimangano a 74,9 milioni di oncie.

La gigante petrolifera saudita Aramco ha annunciato un aumento del 44% dei profitti netti nel secondo trimestre rispetto al periodo dello scorso anno, spinto dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa della guerra nel Medio Oriente. La situazione rimane in attesa di nuove notizie e decisioni politiche che potrebbero influenzare ulteriormente i prezzi e le dinamiche economiche.