Il governo Meloni batte il record della Repubblica per durata
Il governo Meloni supera il record di durata della Repubblica, raggiungendo 1.288 giorni di vita.
Il governo Meloni, guidato da Giorgia Meloni, è diventato il più longevo della Repubblica italiana, superando il record precedente detenuto dal governo Berlusconi II. Dopo 1.288 giorni di attività, il governo ha raggiunto un traguardo storico, battendo il record del precedente esecutivo di centrodestra, che aveva durato 1.287 giorni. Questo risultato conferma la stabilità politica raggiunta nel Paese, un tema ricorrente nella comunicazione della premier. Nonostante la durata record, il governo ha visto momenti di frizione anche tra alleati, come lo scontro con Silvio Berlusconi durante la formazione della squadra di governo.
Stabilità e sfide interne
La durata del governo Meloni è stata sottolineata come un elemento chiave per la stabilità italiana, un tema che la premier ha ripetutamente sottolineato. Tuttavia, non è mancata la tensione interna, con episodi come la polemica con Berlusconi, che ha visto la leader di FdI rispondere con fermezza a un appunto considerato offensivo. Anche se i rapporti con gli “azzurri”, guidati da Antonio Tajani, si sono distesi nel corso della legislatura, la competizione interna al centrodestra ha visto momenti di tensione, come la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze.
La stabilità politica è un tema ricorrente, ma non è mancata la competizione interna al centrodestra. La premier ha sottolineato più volte il valore della stabilità, ma anche i rapporti con gli alleati non sono sempre stati privi di tensioni. La bocciatura dell’emendamento ha riacceso la ‘competition’ nel centrodestra, con la premier che ha commentato con fermezza il risultato.
Politiche di sicurezza e immigrazione
La sicurezza e il contrasto all’immigrazione illegale sono rimasti i pilastri principali del governo Meloni sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell’ergastolo ostativo. Successivamente, il governo ha affrontato la questione della criminalità giovanile, dell’abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, approvato nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato a metà luglio e ora all’esame del Parlamento.
Le politiche di sicurezza e immigrazione sono state centrali nel programma del governo. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell’attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni. Meloni ha difeso questa decisione, sottolineando che l’Europa sta seguendo il modello italiano. Inoltre, il governo ha eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio, mentre sul fronte fiscale ha reso strutturale la riduzione delle aliquote d’imposta. Le relazioni con la Spagna sono state segnate da un braccio di ferro, con la decisione di sospendere l’accordo di Schengen per l’arrivo di migliaia di migranti nell’exclave di Ceuta. Pur senza una convergenza politica con Macron, le relazioni tra Roma e Parigi sono proseguite all’insegna del buon vicinato, anche se il dossier immigrazione rimane un tema di discussione.
