Dissalatori alle Eolie, il GrIG chiede verifiche sugli scarichi di salamoia

Il GrIG chiede controlli sugli impianti di dissalazione alle Eolie per evitare impatti sull’ambiente marino.

Associazione ecologista chiede controlli sugli scarichi di salamoia alle Eolie per tutelare l'ecosistema marino
Associazione ecologista chiede controlli sugli scarichi di salamoia alle Eolie per tutelare l’ecosistema marino

Il GrIG, associazione ecologista, ha sollecitato maggiore trasparenza e verifiche sugli impianti di dissalazione previsti alle isole Eolie, con particolare attenzione agli scarichi di salamoia e al loro impatto sull’ambiente marino. L’istanza, presentata il 1 agosto 2026, riguarda i progetti per Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi, con un focus su Posidonia oceanica e sull’ecosistema marino. L’associazione ha informato la Procura di Messina e ha chiesto chiarimenti agli enti coinvolti, tra cui il Ministero dell’Ambiente, la Regione Siciliana e la Soprintendenza di Messina. L’obiettivo è acquisire informazioni complete sullo stato delle procedure e sulle valutazioni ambientali effettuate o ancora in corso per i quattro impianti.

Scarichi di salamoia e impatto sull’ecosistema marino

Il GrIG ha richiesto controlli approfonditi sugli impianti di dissalazione, con particolare attenzione alla gestione della salamoia, un residuo ad alta concentrazione salina prodotto durante il processo. Lo scarico di questo materiale in mare rappresenta il principale punto di preoccupazione, soprattutto per l’impatto potenziale sulle praterie di Posidonia oceanica, un’area di particolare valore naturalistico. L’associazione ha sottolineato la necessità di valutare con precisione gli effetti diretti e indiretti sull’ambiente marino, considerando il valore paesaggistico e naturalistico dell’arcipelago.

La tutela delle praterie di Posidonia è una priorità per il GrIG, in un contesto caratterizzato da vincoli ambientali di particolare rilievo.

Le isole Eolie sono sottoposte a vincoli paesaggistici e fanno parte della Rete Natura 2000, riconosciuta come patrimonio mondiale Unesco. Questi elementi hanno reso necessaria una verifica particolarmente accurata, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle procedure ambientali e di limitare l’impatto negativo sugli ecosistemi. Il GrIG ha sottolineato che la realizzazione e l’entrata in funzione dei dissalatori non possono prescindere dall’esame degli impatti sugli habitat interessati e dalla regolamentazione degli scarichi in mare.

Procedimenti non conclusi per Filicudi e Stromboli

Per Filicudi e Stromboli, non sono noti gli esiti dei relativi procedimenti, mentre per Alicudi e Panarea risultano già espressi pareri favorevoli. L’assenza di informazioni definitive ha spinto il GrIG a sollecitare ulteriori chiarimenti, con l’obiettivo di ricostruire l’iter amministrativo relativo a ciascun impianto. L’associazione ha richiesto che siano verificati tutti gli adempimenti previsti, inclusa la Valutazione di incidenza ambientale e l’ottenimento delle autorizzazioni agli scarichi.

La richiesta di approfondimento non riguarda solo la realizzazione degli impianti, ma anche il rispetto di tutte le autorizzazioni e valutazioni necessarie per limitarne l’impatto sull’ecosistema.

L’istanza presentata dal GrIG mira a acquisire informazioni complete sullo stato delle procedure e sulle valutazioni ambientali effettuate o in corso per i quattro impianti. L’associazione ha inoltre informato la Procura di Messina, con l’obiettivo di garantire trasparenza e rispetto delle normative. La richiesta di approfondimento è motivata anche dal particolare livello di tutela che interessa le isole Eolie, con vincoli paesaggistici e riconoscimenti ambientali di particolare rilievo.