Dafne Rebaudo, la madre: «Ho tentato di salvarla, ma il destino era segnato»

La madre di Dafne Rebaudo racconta la sua battaglia contro la droga e la tragedia che ha portato alla sua morte.

Donna in lacrime con cane, in un parco, mentre parla della figlia morta
Donna in lacrime con cane, in un parco, mentre parla della figlia morta

Dafne Rebaudo, 31 anni, è morta a Tor Bella Monaca lo scorso 13 luglio dopo essere stata spinta dal compagno, Mohamed Trabelsi, da una terrazza condominiale. La madre, Laura, ha raccontato di aver tentato di salvarla dalla droga, ma di non aver potuto evitare il destino che le era segnato. «Chi me l’ha portata via deve pagare», ha detto la donna, accompagnata al parco con il cucciolo Diana, poco distante da casa. La polizia ha ricostruito l’episodio come un tentato omicidio, ma la madre ha sempre sostenuto che la figlia non si sarebbe tolta la vita.

La battaglia contro la droga

Dafne ha iniziato a usare droghe durante l’adolescenza, un periodo in cui la madre ha cercato di aiutarla, ma si sono trovati lasciati soli. «Non si può vincere la battaglia contro la droga», ha detto Laura. La ragazza, però, era lucida e non mostrava segni di confusione, tanto che gli agenti non hanno potuto intervenire. Dopo il diploma, Dafne è andata a vivere da sola e ha trovato lavoro come truccatrice per programmi televisivi. La madre aveva sperato che questa fosse una svolta, ma la situazione si è aggravata.

La madre ha sempre cercato di salvare la figlia, ma il destino era già segnato. Dopo il diploma, Dafne ha iniziato a vivere da sola e ha trovato lavoro come truccatrice. La madre aveva sperato che questa fosse una svolta, ma la situazione si è aggravata. La ragazza aveva iniziato a trascorrere sempre più tempo con il fidanzato, Mohamed Trabelsi, a Tor Bella Monaca. La madre aveva notato che la situazione stava peggiorando, ma non riusciva a intervenire.

Un legame pericoloso

La madre ha scoperto che Dafne aveva iniziato una relazione con Mohamed Trabelsi, un tunisino di 40 anni. «Mi aveva raccontato che aveva lasciato il suo storico fidanzato perché si era innamorato di questo ragazzo», ha spiegato Laura. La ragazza trascorreva sempre più tempo con lui, a Tor Bella Monaca, e aveva un legame speciale con gli animali. La madre temeva che il compagno avesse usato questa sensibilità per irretirla. «Ho capito subito che a legarli più di tutto era la droga e che lui era di certo un pusher», ha detto.

La madre ha provato a proteggere la figlia, ma non è riuscita a salvarla. La situazione si è aggravata nel tempo, tanto che la madre ha provato a nominare un giudice tutelare per proteggere la figlia. Tuttavia, Dafne ha saltato gli appuntamenti e la pratica si è arenata. «Ho tentato di salvarla in tutti i modi in cui una mamma può salvare un figlio. Ma ero da sola», ha detto Laura. La madre ha raccontato di aver provato a parlarle più volte, ma il destino di Dafne era già segnato.

Oggi, la madre spera che la morte di Dafne possa avere un significato. «Dafne proveniva da una famiglia normale, istruita. Io e sua nonna lavoriamo con i ragazzi, questo lo dico solo per sottolineare che pensavamo di avere gli strumenti per aiutarla», ha detto. La famiglia ha colto subito i primi segnali e ha accompagnato la ragazza in tutte le fasi, ma il buco in cui era finita era troppo profondo. «Purtroppo per Dafne è ormai troppo tardi, ma forse qualcuno, può ancora essere aiutato e salvato», ha concluso Laura.