Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico
Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico

La sanità veneta registra un aumento significativo delle prestazioni a pagamento, con un trend che vede la libera professione emergere come forza trainante nel settore. A fronte di dati complessivi che evidenziano un totale di 518.250 prestazioni in Alpi a fronte di 111.264 prestazioni pubbliche, la Regione ha intensificato i controlli per evitare abusi e garantire l’equilibrio tra i due sistemi. Tuttavia, lo Iov si conferma l’unica eccezione, con un calo delle prestazioni private a favore del pubblico.
Un trend a due velocità in tutta la Regione
Nella provincia di Padova, il fenomeno si fa più evidente, con un incremento del ruolo della libera professione nella sanità. L’analisi degli ultimi dati regionali (2024-2025) mostra una risposta del territorio a due velocità, che si estende a tutta la Regione. L’espansione dell’attività a pagamento deve fare i conti con la nuova relazione semestrale della commissione paritetica regionale per l’Alpi, che impone regole più rigorose per evitare abusi. Le prestazioni ambulatoriali segnano un forte aumento, con volumi imponenti specialmente nella diagnostica per immagini e nelle prime visite. Le visite cardiologiche, ad esempio, registrano ben 12.672 prestazioni totali erogate attraverso le libere professioni. Sul fronte degli esami strumentali, anche l’azienda territoriale registra numeri altissimi per le visite oculistiche (16.362 private), pur mantenendo una forte tenuta del canale istituzionale pubblico con 3.490 accessi.
Per alcune visite specialistiche chiave, i volumi totali della libera professione superano l’attività istituzionale pubblica ordinaria.
È il caso delle visite oculistiche, che registrano 2.482 prestazioni private a fronte di appena 542 in regime istituzionale. Un divario simile si riscontra per le visite ginecologiche (4.246 private contro 21 pubbliche) e per le visite ortopediche (4.214 Alpi contro 379 istituzionali). Nell’Ulss 6 Euganea, i ricoveri chirurgici privati sono aumentati nel biennio (da 105 a 162), pur mantenendosi sotto la media veneta con un’incidenza dello 0,25%.
Lo Iov: l’unica eccezione con un trend inverso
Lo Iov, invece, rappresenta l’unica eccezione del territorio, mostrando una decisa contrazione delle prestazioni a pagamento a vantaggio della tutela pubblica del paziente. Nel 2025, mentre i ricoveri totali sono passati da 9.303 a 9.734, le dimissioni in libera professione sono crollate da 112 a 76 casi, abbassando l’indice di solvenza dallo 1,20% allo 0,78%. Questa tendenza a blindare il regime pubblico si riflette anche nelle prestazioni ambulatoriali, dove i volumi dell’attività istituziale rimangono nettamente prevalenti e protetti per garantire la massima tempestività terapeutica nelle patologie tumorali. A fronte di questi dati complessivi, la Regione ha attivato una stretta sui controlli. Qualora gli uffici aziendali rilevino uno sbilanciamento, partono sanzioni per i medici, che rischiano la sospensione immediata dall’esercizio della libera professione.
