Il Comune di Como cerca di dimezzare gli Istituti Comprensivi, ma la scuola di Via Zezio si oppone
Il Comune di Como propone la riduzione degli Istituti Compensivi, ma la scuola di Via Zezio denuncia gravi conseguenze e criticità.
Il Comune di Como ha annunciato un piano di razionalizzazione scolastica che prevede il dimezzamento degli Istituti Comprensivi, riducendoli da 8 a 4. La decisione ha suscitato preoccupazioni e opposizioni, in particolare da parte della scuola dell’infanzia “G. Rodari” di Via Zezio, che ha inviato una lettera formale al sindaco Alessandro Rapinese e all’Assessore Nicoletta Roperto per chiedere un riesame della proposta. La scuola, che ha visto crescere le iscrizioni e rappresenta un modello educativo di eccellenza, teme gravi conseguenze per la continuità didattica, la stabilità del personale e la qualità del servizio offerto ai bambini.
Un modello educativo di eccellenza
La scuola dell’infanzia di Via Zezio, gestita dall’Istituto Comprensivo Como Centro Città, è considerata un esempio di integrazione didattica e pedagogica. Il plesso ha sviluppato un’identità formativa forte, basata su collaborazioni con il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua struttura è progettata per garantire continuità orizzontale e verticale, con un’attenzione particolare alla crescita dei bambini nel periodo 0-6 anni. La sua collaborazione con l’asilo nido comunale “Girotondo” è un punto di forza, ma rischia di essere compromessa se la scuola dovesse essere trasferita a un altro Istituto Comprensivo.
La scuola non è solo un contenitore di aule, ma un modello educativo innovativo.
Conseguenze per il personale e per la comunità
La decisione del Comune di accorpare la scuola a un nuovo Istituto Comprensivo potrebbe portare a una ristrutturazione delle posizioni lavorative dei docenti. I docenti di ruolo, che appartengono all’organico complessivo dell’istituto, potrebbero essere spostati in altre sedi, creando un clima di incertezza e mobilità. La referente del plesso, Silvia Malanchin, ha sottolineato che questa situazione potrebbe portare a un aumento delle domande di trasferimento volontario e a una perdita di figure storiche, con un impatto negativo sulla continuità didattica e sulla stabilità del servizio. Inoltre, la chiusura o la cessione di una sede comporterebbe la perdita di beni materiali e didattici acquisiti con fondi Pnrr e donazioni dei genitori.
La lettera della scuola ha anche evidenziato come la riduzione della frammentazione nella gestione dei plessi non sia un problema per l’I.C. Como Centro Città, che ha già sviluppato un modello integrato e coerente. La scuola ha sottolineato come la proposta del Comune non rispetti il principio di rispondenza territoriale, sancito dalla legge regionale, e come la decisione di sradicare un plesso come quello di Via Zezio possa violare le esigenze reali delle famiglie del quartiere.
La scuola di Via Zezio rappresenta un caso emblematico di come le scelte politiche possano avere un impatto significativo.
Se il Comune procederà con la sua decisione, il rischio è che le iscrizioni alla scuola di Via Zezio possano diminuire, in netta contrapposizione al trend di crescita costante che ha caratterizzato l’istituto negli ultimi anni. La perdita di continuità didattica nido-materna potrebbe compromettere un progetto pedagogico di eccellenza, che si basa su una collaborazione costante tra le strutture. La scuola ha anche sottolineato come il trasferimento potrebbe portare a una distruzione di un lavoro di eccellenza costruito con anni di dedizione.
La lettera della scuola chiede quindi un riesame formale della proposta, al fine di confermare la permanenza della Scuola dell’Infanzia “G. Rodari” all’interno dell’I.C. Como Centro Città. Ora si attende la risposta del Comune, che dovrà valutare se la sua decisione di dimezzare gli Istituti Comprensivi rispetti le esigenze reali del territorio e le normative vigenti.
