Anziani uccisi in ambulanza, chat macabre e ricerche su omicidio: il 28enne è sospettato di sei omicidi
Un autista di ambulanze sospettato di aver ucciso sei anziani, con chat macabre e ricerche online su omicidio.

Un autista di ambulanze, 28 anni, è stato arrestato e sospettato di aver ucciso sei anziani durante il trasporto in ospedale. L’indagine, condotta a Forlì, ha portato alla luce chat con messaggi macabri, ricerche online su omicidio e un comportamento che sembra seguire una logica predatoria e seriale. L’uomo, in carcere da aprile, collaborava con un’agenzia di onoranze funebri senza contratto regolare e ha selezionato le vittime, anziani e malati, con modalità compatibili con una logica di serialità. Il movente non è chiaro, ma gli inquirenti hanno rilevato un numero eccezionalmente alto di decessi in coincidenza con i turni dell’indagato.
Chat macabre e ricerche online su omicidio
Nel telefono di Luca Spada, l’autista di ambulanze, gli inquirenti hanno trovato messaggi in una chat di gruppo tra fine 2024 e inizio 2025. Tra scherzi e battute macabre, c’erano selfie con bare e riesumazioni di salme. Inoltre, l’uomo aveva cercato online termini come «sognare omicidio, significato e numeri» e «edema polmonare», il giorno della morte di una donna di 85 anni. Queste ricerche, insieme a intercettazioni in cui diceva di aver «fatto dei morti» durante il turno, hanno portato gli investigatori a definire il comportamento come «serialità» e «spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile».
Le ricerche online e i messaggi di chat indicano un comportamento delittuoso con carattere di serialità. Gli inquirenti hanno anche trovato in una chat di gruppo frasi come «Facciamo la lunga così secchiamo qualcuno», che suggeriscono una logica predatoria. L’uomo ha selezionato le vittime, anziani e malati, con modalità compatibili con una logica di serialità. Il movente non è chiaro, ma gli inquirenti hanno rilevato un numero eccezionalmente alto di decessi in coincidenza con i turni dell’indagato.
Collaborazione con agenzia di onoranze funebri
Spada, oltre a lavorare per la Croce Rossa, collaborava con un’agenzia di onoranze funebri, sebbene senza un contratto regolare. Gli inquirenti hanno esaminato questa collaborazione alla luce di alcune intercettazioni in cui l’uomo diceva di aver «fatto dei morti» durante il turno, per verificare l’eventuale esistenza di un movente economico. Tuttavia, l’ipotesi è stata scartata, poiché nessuno dei decessi citati nei fascicoli era stato gestito dall’agenzia con cui Spada aveva rapporti. Anche i titolari della società, ascoltati dagli investigatori, non hanno fornito elementi utili a sostenere l’ipotesi che l’uomo uccidesse per soldi.
Non è stato trovato alcun collegamento tra i decessi e l’attività dell’agenzia di onoranze funebri. Il movente resta da chiarire, ma agli inquirenti non è sfuggito un dato anomalo: un numero eccezionalmente alto di decessi in coincidenza con i turni di Spada. Nel caso di Deanna Mambelli, 85enne morta il 25 novembre 2025, una consulenza medico-legale ha individuato la causa della morte in un’embolia provocata da un’insufflazione d’aria. Il quadro delineato dal Racis, l’organismo che valuta la pericolosità degli indagati, ha portato alla decisione della gip Ilaria Rosati di rifiutare la richiesta della difesa di concedere a Spada gli arresti domiciliari. Gli accessi ospedalieri dell’uomo, in uno dei quali si sarebbe provocato un’embolia, sono stati considerati rilevanti nell’analisi criminologica. Secondo gli psicologi, potrebbero inserirsi in una «fase preparatoria» caratterizzata dalla «persistente elaborazione dell’azione» e compatibile con una «sperimentazione, verifica o affinamento delle modalità operative».
Spada si è sempre proclamato innocente, ma i colloqui intercettati mostrano un atteggiamento di difesa e negazione. In un colloquio in carcere, ha detto alla compagna: «Non esiste che uno incensurato stia dentro per che cosa, per il niente? Per delle chiacchiere al telefono? Perché l’autopsia per me non ha nessun riscontro, per me la signora può essere anche una mongolfiera, non è un problema mio». L’ipotesi di una siringa come arma del delitto è stata scartata, poiché non è mai stata trovata.
