Anthropic presenta un nuovo standard hardware per il controllo fisico da parte degli agenti AI
Anthropic lancia un nuovo standard hardware per consentire agli agenti AI di interagire con dispositivi fisici.

Anthropic ha annunciato un nuovo standard hardware, denominato MHS (Model Hardware Standard), che permette agli agenti AI di interagire e controllare dispositivi fisici. L’innovazione, presentata il 27 agosto 2026, mira a creare un’interfaccia standardizzata per consentire a dispositivi e AI di comunicare tra loro, semplificando l’integrazione di sistemi complessi. L’obiettivo è accelerare la ricerca scientifica e l’automazione industriale, riducendo il tempo necessario per configurare e testare dispositivi in laboratorio. Il sistema, in fase di anteprima, è stato sviluppato in collaborazione con laboratori di ricerca e aziende tecnologiche, tra cui Amazon Web Services, Hugging Face, Raspberry Pi e Universal Robots.
Un’idea ispirata alla neuroscienza
Il progetto MHS è stato ispirato dall’osservazione di un esperimento condotto da un neuroscienziato, Arco Bast, presso il HHMI Janelia Research Campus in Virginia. Durante l’esperimento, Bast ha sviluppato un’interfaccia comune per sincronizzare dispositivi come microscopi, telecamere e laser. Alek Kemeny, tecnico di Anthropic, ha spiegato che l’idea di utilizzare un’interfaccia standard per far eseguire esperimenti scientifici tramite AI è nata proprio da questa osservazione. “Questo concetto potrebbe permettere a qualsiasi esperimento scientifico di essere gestito da un’AI”, ha detto Kemeny.
Funzionamento e vantaggi del MHS
Il MHS funziona come un “traduttore” tra agenti AI e dispositivi fisici, consentendo loro di comunicare senza la necessità di programmi personalizzati. L’interfaccia standardizzata permette a dispositivi di scambiare dati e comandi in tempo reale, riducendo il tempo di configurazione da settimane a ore. Anthropic ha fornito un esempio concreto: un modello come Claude può regolare un laser, verificare i risultati con una telecamera e calibrare automaticamente il sistema. Inoltre, il sistema include un sistema di tag per descrivere le caratteristiche fisiche e i limiti di sicurezza dei dispositivi, facilitando l’integrazione di nuovi strumenti.
Il MHS non richiede l’uso obbligatorio di modelli AI, ma permette loro di interagire con dispositivi tramite linguaggio naturale e script API. Questo approccio consente agli scienziati di gestire esperimenti complessi in modo più efficiente, con la possibilità di correggere errori in tempo reale. Anthropic ha anche sottolineato che il sistema potrebbe accelerare lo sviluppo di tecnologie generali, riducendo il tempo necessario per testare ipotesi e migliorare processi.
Collaborazioni e futuro del progetto
Al momento, Anthropic sta collaborando con un gruppo iniziale di laboratori di ricerca e aziende avanzate, tra cui Amazon Web Services, Hugging Face, Raspberry Pi e Universal Robots. Questi partner aiuteranno a valutare la sicurezza e a sviluppare best practice per l’uso di sistemi AI con dispositivi fisici. L’obiettivo a lungo termine è rendere il MHS un standard open source e agnostico rispetto agli agenti AI, permettendo l’integrazione di qualsiasi sistema. In un video, Kemeny ha affermato che il MHS potrebbe accelerare il progresso scientifico, riducendo un secolo di sviluppo a una decina di anni. Il progetto MHS rappresenta un passo significativo verso l’integrazione tra intelligenza artificiale e mondo fisico, con potenziali applicazioni in settori come la ricerca, l’industria e l’automazione. Con il supporto di partner tecnologici e scientifici, Anthropic sta aprendo la strada a un futuro in cui gli agenti AI potranno operare in modo autonomo e efficiente in contesti fisici complessi.
