Andrea Sempio, licenziato e senza alloggio: l’estate difficile prima del processo
Andrea Sempio, licenziato e senza alloggio, vive un’estate difficile prima del processo per il delitto di Garlasco.

Andrea Sempio, 38 anni, vive un’estate difficile a Garlasco, tra licenziamento, mancanza di alloggio e l’attesa del processo per il delitto di Garlasco. L’indagato, amico del fratello della vittima Chiara Poggi, ha perso il lavoro e l’abitazione, con conseguenze che lo stanno stravolgendo. La sua quotidianità è segnata da un’incertezza che si protrae mentre si avvicina il momento decisivo per il suo futuro.
Un’estate segnata da ferie e licenziamento
Andrea Sempio ha goduto alcune settimane di ferie, come spiegato dalla sua legale e amica Angela Taccia. “Aveva bisogno di staccare e l’azienda gli aveva accordato di fare tutte le ferie e i permessi arretrati”, ha detto l’avvocato. Tuttavia, il periodo di riposo è stato interrotto da eventi che lo hanno messo in una situazione di instabilità. L’indagato, che continua a lavorare in un negozio di telefonia a Montebello fino al 31 agosto, dovrà affrontare il licenziamento, dopo che l’imprenditore ha deciso di cambiare gestione e non rinnovare i contratti.
La sua vita è stata stravolta da un’espulsione dall’alloggio. Il proprietario dell’abitazione, a Voghera, aveva rifiutato il rinnovo del contratto di affitto, a causa della presenza di giornalisti appostati davanti all’abitazione. Dopo l’espulsione, il 38enne è tornato a vivere con i genitori a Garlasco, nella casa di via Canova, che era della nonna. Secondo i pm, sarebbe stato proprio in questa casa che avrebbe ripulito dopo aver commesso il delitto.
Con i genitori e in attesa del processo
Senza un’abitazione stabile, Andrea Sempio vive con i genitori Giuseppe e la madre Daniela Ferrari, che recentemente è stata ricoverata per overdose di farmaci. La situazione si complica ulteriormente con la mancanza di un alloggio, a causa del rifiuto del proprietario di casa di permettere la presenza di giornalisti appostati davanti all’abitazione. Dopo l’espulsione, il 38enne è tornato a vivere con i genitori a Garlasco, nella casa di via Canova, che era della nonna. Secondo i pm, sarebbe stato proprio in questa casa che avrebbe ripulito dopo aver commesso il delitto.
Il processo si avvicina e la decisione del 28 settembre è cruciale. Nelle prossime settimane si entrerà nel periodo clou per il processo che incombe: lui è accusato di avere ucciso Chiara Poggi dopo essersi invaghito di lei e non avere accettato il suo rifiuto. A fine agosto verranno depositati i risultati delle nuove consulenze richieste dalla Procura di Pavia e dal procuratore Fabio Napoleone: in essi potrebbero esserci gli elementi che confermano il quadro accusatorio contro di lui.
Il 28 settembre è fissata la chiusura ufficiale delle indagini e il giudice dovrà decidere se rinviare Andrea Sempio a giudizio o archiviare le accuse. La vita dell’indagato, già stravolta, potrebbe peggiorare se dovesse essere rinviate a giudizio. In ogni caso, la sua quotidianità è già segnata da conseguenze che si protrarranno nel prossimo futuro. L’estate, per lui, è stata un periodo di tensione, con ferie, licenziamento e la mancanza di un tetto, mentre attende il verdetto che potrebbe cambiare il suo destino.
La sua quotidianità è segnata da un’incertezza che si protrae. L’indagato, che ha avuto un rapporto con Chiara Poggi, è accusato di averla uccisa dopo essersi invaghito di lei e non aver accettato il suo rifiuto. Nelle prossime settimane, si entrerà nel periodo clou del processo, con l’attesa dei risultati delle nuove consulenze richieste dalla Procura di Pavia e dal procuratore Fabio Napoleone. Questi potrebbero confermare il quadro accusatorio contro di lui.
