Prezzi carburanti in Spagna salgono a livelli di marzo a causa del ridimensionamento della riduzione fiscale per la guerra in Iran

I prezzi dei carburanti in Spagna aumentano a livelli di marzo a causa del ridimensionamento della riduzione fiscale per la guerra in Iran.

Prezzi carburanti in Spagna salgono a livelli di marzo a causa del ridimensionamento della riduzione fiscale per la guerra in Iran
Prezzi carburanti in Spagna salgono a livelli di marzo a causa del ridimensionamento della riduzione fiscale per la guerra in Iran

A partire da sabato, i prezzi dei carburanti in Spagna hanno registrato un incremento di oltre 6 centesimi al litro, raggiungendo livelli simili a quelli di marzo. L’aumento è dovuto al ridimensionamento della riduzione fiscale per la guerra in Iran, che ha visto ridurre l’importo del contributo speciale sui carburanti da 15 a 10 centesimi al litro. Questo cambiamento si verifica in un momento in cui si prevedono 5,6 milioni di spostamenti per strada nel primo fine settimana di agosto, durante l’Operazione Salida. I prezzi della benzina sono saliti a 1,705 euro al litro, il livello più alto dal marzo scorso, quando le tensioni nei mercati energetici erano già evidenti a causa della situazione nel Golfo di Ormuz, ma non erano ancora state attivate misure specifiche.

La riduzione fiscale si riduce gradualmente

La riduzione fiscale per la guerra in Iran, che aveva contribuito a ridurre i prezzi dei carburanti, si riduce gradualmente. A settembre, l’importo del contributo speciale scenderà a 5 centesimi al litro, mentre a ottobre tornerà al livello normale. Questo processo di normalizzazione ha portato a un aumento del 2% nei prezzi della benzina, con un incremento di circa 3 centesimi rispetto al giorno precedente. Il gasolio, invece, ha iniziato agosto a 1,818 euro al litro, un livello simile a quello registrato a metà aprile, quando il pacchetto di misure approvato da Moncloa era già in vigore.

La situazione dei mercati energetici globali, secondo il settore, “è lontana dall’essere consolidata”, e ritirare le riduzioni fiscale in un momento di maggiore consumo aggiunge un fattore di incertezza “prescindibile”. La Confederación Española de Empresarios de Estaciones de Servicio (Ceees) ha espresso preoccupazione per la progressiva normalizzazione della fiscalità dei carburanti durante la stagione estiva, definendola un “revés innecesario”.

La normalizzazione del fisco potrebbe avere conseguenze non solo economiche, ma anche sociali.

Le associazioni denunciano un “revés innecesario”

La Confederación Española de Empresarios de Estaciones de Servicio (Ceees) ha ricordato che aveva chiesto di estendere le misure per proteggere il potere d’acquisto dei cittadini durante le vacanze e salvaguardare la competitività del turismo. Secondo Ceees, la riduzione delle misure di sostegno fiscale in un momento di maggiore domanda potrebbe creare ulteriore instabilità, soprattutto in un contesto in cui le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i prezzi internazionali. Il settore ritiene che la normalizzazione del fisco, in un momento di maggiore consumo, possa avere un impatto diretto sui consumatori e sull’economia nazionale. La riduzione delle misure di sostegno fiscale, quindi, potrebbe non solo influire sui prezzi, ma anche sulle scelte di consumo e sull’efficienza del mercato energetico.

La situazione dei mercati energetici globali non è ancora stabile.