Radioterapia in Campania: mancano fondi, ma si cerca un accordo

Vertenza radioterapia in Campania: mancano fondi, ma si cerca un accordo tra Regione e centri accreditati.

Vertenza radioterapia in Campania: mancano fondi, ma si cerca un accordo tra Regione e centri accreditati
Vertenza radioterapia in Campania: mancano fondi, ma si cerca un accordo tra Regione e centri accreditati

La Campania si trova di fronte a una vertenza che mette in discussione la continuità delle cure oncologiche, con un’emergenza legata al mancato finanziamento per la radioterapia. I centri accreditati, rappresentati da Bruno Accarino, presidente dell’Associazione Sindacato Nazionale Radiologi, hanno incontrato i rappresentanti della Regione, tra cui il dirigente in capo Ugo Trama, Pietro Buono e l’ufficio di gabinetto del Governatore Roberto Fico, in una riunione tenutasi ieri pomeriggio a palazzo Santa Lucia. L’incontro, che ha visto il coinvolgimento anche di associazioni dei pazienti, medici, infermieri e tecnici, ha seguito un’assemblea dei centri accreditati tenutasi al Ramada, con la partecipazione di politici e giornalisti. L’obiettivo è trovare un accordo per risolvere un problema che rischia di bloccare le cure oncologiche in tutta la regione.

Contratti in sospeso e programmazione regionale in ritardo

Al centro della crisi c’è il ritardo con cui la Regione ha programmato l’attività della radioterapia in convenzione. Palazzo Santa Lucia non ha ancora ratificato e tradotto in adeguamenti tariffari il nuovo nomenclatore nazionale, che nel 2024 ha incluso nel Lea (Livelli essenziali di assistenza) tutte le prestazioni più avanzate di una tecnologia che oggi, in molti casi, non solo accompagna la chemio, la chirurgia e l’immunoterapia, ma si sostituisce ad esse. La programmazione regionale, ferma da oltre un anno, non è ancora stata completata. I centri di radioterapia, pur avendo aggiornato le dotazioni tecnologiche nel 2025, continuano a operare con un budget inadeguato e senza alcun adeguamento del contratto.

Un sistema sanitario in crisi e un’alternativa limitata

La Campania, pur disponendo di fondi per garantire la continuità delle cure, non ha ancora risolto il problema del finanziamento. Alla fine dello scorso anno, si registrava un deficit di circa 40 milioni di euro per le cure radioterapiche anticipate, a fronte di altri 45 milioni già erogati. La mancanza di certezze sulle risorse ai centri accreditati costituisce un grave vulnus per il diritto alla salute dei cittadini. I pazienti, se non si troverà un accordo, potrebbero essere costretti a rivolgersi a una rete pubblica che assorbe solo il 30% dei fabbisogni, con gravi carenze di personale tecnico, o a cercare cure in altre regioni, alimentando il problema dell’emigrazione sanitaria.

Il sistema sanitario accreditato in Campania rappresenta una componente essenziale dell’assistenza, garantendo circa la metà delle prestazioni complessive. Tuttavia, la quota di finanziamento regionale è significativamente inferiore rispetto al volume di attività svolto, stimata intorno al 15%. La crisi non riguarda solo la radioterapia, ma segue quella delle Case di cura, dei pronto soccorso accreditati e delle strutture di riabilitazione, che operano con tariffe inadeguate e contratti scaduti. Tutti i nodi saranno affrontati in una seduta monotematica del consiglio regionale il 31 luglio.

Il tavolo avviato ieri in Regione lascia intravedere uno spiraglio per un accordo. Oggi le parti si ritroveranno al Centro direzionale per definire numeri, fabbisogni, tariffe, tabelle e risorse. La Regione ha espresso un’apertura, ma servono atti concreti per risolvere una situazione che rischia di aggravarsi. La mancanza di finanziamenti potrebbe portare a un blocco delle cure e a un aumento dei contenziosi, con conseguenze economiche e sociali gravi per la regione.