Dragaggio fermo, marineria in ginocchio: il consigliere Pettinari chiede una nuova governance
Dragaggio fermo e marineria in ginocchio, il consigliere Pettinari chiede una nuova governance per il porto di Pescara

Il porto di Pescara è al centro di una situazione di grave criticità, con il dragaggio fermo e la marineria in ginocchio. Il consigliere comunale Domenico Pettinari, capogruppo di minoranza, ha lanciato un appello per una nuova governance, sottolineando che le promesse non si sono tradotte in azioni concreti. La situazione, che si è aggravata nel tempo, ha portato a un grave impatto sull’economia locale e sulla sicurezza dei pescatori.
Dragaggio fermo, un problema che si trascina da anni
Le operazioni di dragaggio, che dovevano garantire la piena operatività del porto, sono rimaste ferme da mesi. Anche se pochi mesi fa le istituzioni avevano annunciato un importante programma di rimozione di circa 25.000 metri cubi di fanghi, oggi non vi è traccia di tali interventi. La situazione ha reso insostenibile la gestione del porto, con conseguenze dirette sui pescatori e sulle imprese del settore ittico. La marineria pescarese vive da generazioni del mare, ma oggi non può più permettersi condizioni di lavoro insostenibili. Le operazioni di ormeggio e parcheggio sono diventate sempre più complicate, con rallentamenti dell’attività lavorativa e un aumento dei costi a carico degli operatori. Ogni uscita in mare diventa un’incognita, ogni rientro un rischio.
Un’emergenza economica che mina la sopravvivenza del comparto
Non si tratta soltanto di un disagio logistico. È un’emergenza economica che sta compromettendo la sopravvivenza dell’intero comparto della pesca pescarese. La gestione attuale, con sede ad Ancona, non ha garantito negli anni l’attenzione e la tempestività necessarie per risolvere in modo strutturale il problema dell’insabbiamento. La marineria non può continuare ad attendere promesse che vengono sistematicamente disattese.
La marineria di Pescara non può essere lasciata sola, e serve un intervento immediato, con risorse adeguate e responsabilità chiare. Il consigliere Pettinari ha chiesto di sottrarre lo scalo portuale alla giurisdizione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Centrale, sottolineando che il porto di Pescara merita una priorità diversa. Difendere il porto significa difendere il lavoro, le imprese, la tradizione marinara e il futuro di un’intera comunità. Chi ha assunto impegni pubblici deve ora mantenerli senza ulteriori rinvii. Pettinari raccoglie il grido d’allarme lanciato dalle associazioni della marineria pescarese, richiedendo una nuova governance per garantire la sopravvivenza del comparto e ripristinare la piena operatività del porto. La situazione richiede azioni concrete, non solo dichiarazioni.
La gestione del porto di Pescara, finora, non ha dato risultati tangibili. La marineria, che vive da generazioni del mare, non può più permettersi ritardi e promesse non mantenute. Il porto deve uscire dal controllo dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Centrale, per garantire una gestione più attenta e tempestiva. La comunità pescarese attende interventi concreti, non solo parole. La marineria non può più attendere. Il porto di Pescara deve tornare a essere un punto di riferimento per il lavoro, l’economia e la tradizione marinara.
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