Qualità del mare in Toscana: Pisa e l’Elba promossi, ma metà dei punti sono inquinati
Qualità del mare in Toscana: Pisa e l’Elba promossi, ma metà dei punti sono inquinati

La qualità del mare in Toscana nel 2026 si presenta con un quadro misto: se da una parte Pisa e l’Isola d’Elba mostrano segnali incoraggianti, dall’altra la metà dei punti monitorati risulta inquinata. Il monitoraggio di Goletta Verde, condotto da Legambiente tra il 6 e l’8 luglio, ha analizzato 20 punti lungo la costa toscana, evidenziando una situazione complessa. Otto dei 10 punti che superano i limiti di legge si trovano in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua, segno di una persistente criticità nel sistema di depurazione. La mappa delle aree fortemente inquinate in Toscana mostra una distribuzione non uniforme, con alcune zone che registrano miglioramenti e altre che mantengono un quadro di inquinamento elevato.
Qualità del mare: Pisa e l’Elba promossi
Nella provincia di Pisa, entrambi i punti monitorati, ovvero la foce dell’Arno a Marina di Pisa e quella del canale Scolmatore a Calambrone, sono risultati entro i limiti di legge. Segnali positivi anche dall’Isola d’Elba, dove tre dei quattro punti campionati sono entro i parametri. La foce dei fossi di Mola a Capoliveri è tornata nella norma, mentre il punto di Marciana Marina passa da “fortemente inquinato” a “inquinato”. La foce del fiume Versilia a Montignoso, che aveva dato un giudizio negativo lo scorso anno, rientra ora nei parametri.
La conferenza stampa di Legambiente ha sottolineato che, in provincia di Livorno, oltre ai risultati positivi registrati all’Elba, sono entro i limiti i punti della foce del fiume Cecina a Marina di Cecina. Risulta fortemente inquinato il fosso/scarico Salivoli a Marina di Salivoli nel comune di Piombino e inquinata la spiaggia presso il moletto del pesce in località porto a Marciana Marina risultato inquinato.
Le criticità persistenti
Le criticità persistono in altre zone. In provincia di Lucca, entrambi i punti monitorati sono oltre i limiti di legge: la foce del fosso Fiumetto a Marina di Pietrasanta è fortemente inquinata, mentre la foce del fosso Abate al Lido di Camaiore è inquinata. In provincia di Grosseto, tre dei sei punti analizzati sono entro i limiti, ma tre sono risultati inquinati o fortemente inquinati. Tra questi, la foce del fiume Osa a Fonteblanda e i punti a Follonica e Ansedonia segnalano una situazione preoccupante.
Legambiente ha anche segnalato la mancanza di cartelli informativi per i bagnanti. Nell’85% dei punti monitorati non sono stati trovati cartelli che indicano la qualità delle acque di balneazione, mentre nel 60% delle foci dei fiumi mancavano anche gli avvisi di divieto di balneazione. Questi strumenti sono indispensabili per garantire una fruizione del mare in sicurezza.
Fausto Ferruzza e Federico Gasperini, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Toscana, hanno dichiarato che, rispetto allo scorso anno, si registrano lievi miglioramenti nella qualità delle acque dei fiumi che si riversano nelle zone costiere. Tuttavia, le criticità persistono nella parte centrale e sud della Toscana, dove le foci dei fiumi continuano a mostrare un quadro di inquinamento elevato. La crisi climatica e l’aumento della pressione antropica nei mesi estivi richiedono un adeguamento del sistema depurativo. Legambiente ha anche sottolineato l’importanza di sfruttare la natura per la riqualificazione ecologica dei corsi d’acqua, rendendoli più resilienti. Nei prossimi anni, l’associazione intende verificare se il miglioramento rilevato nella zona nord e all’Elba diventerà un trend positivo o se si tratterà di un episodio isolato.
