L’abbronzatura non è sinonimo di salute: il dermatologo spiega come la pelle difende se stessa dal sole
L’abbronzatura non è sinonimo di salute: il dermatologo spiega come la pelle difende se stessa dal sole

Il sole, pur essendo una fonte di energia vitale, può rappresentare un rischio per la salute della pelle. Il dottor Andrea Di Stefano, esperto in dermatologia e diagnosi dermatoscopica dei tumori cutanei, ha recentemente sottolineato come l’abbronzatura non sia sinonimo di salute, ma piuttosto un segnale di difesa della pelle contro l’aggressione dei raggi UV. L’informazione, diffusa attraverso un articolo su un canale di beauty e benessere, ha suscitato un dibattito su Instagram, dove un video di un’oncologa ha sostenuto che le creme solari potrebbero favorire l’insorgere del melanoma. Molti esperti, tra cui dermatologi e oncologi, hanno immediatamente contraddetto tali affermazioni, mettendo in guardia contro le fake news che circolano online.
La pelle difende se stessa producendo melanina
La melanina, prodotta nello strato più profondo dell’epidermide, è un meccanismo naturale di difesa della pelle. Questa sostanza viene trasferita attraverso i melanosomi ai cheratinociti, che la assorbono per proteggere il loro nucleo. Il colore della pelle, quindi, non è un segno di salute, ma un fenomeno visibile di un’azione difensiva messa in atto dalla pelle. Il dottor Di Stefano ha spiegato che la melanogenesi, il processo che porta alla produzione di melanina, è attivato dai raggi UVA e UVB, che danneggiano il DNA delle cellule cutanee. Questi danni, se non prevenuti, possono portare all’insorgere di tumori, tra cui il melanoma.
Non v’è alcun dubbio che le esposizioni intense o intermittenti ai raggi UV siano una delle principali cause di insorgenza del melanoma. Il dottor Di Stefano ha sottolineato che anche una singola esposizione, soprattutto per i soggetti predisposti oncogeneticamente, può essere un fattore di rischio significativo. La protezione solare, quindi, non è solo un’opzione, ma un atto di tutela della salute.
Le scottature in età giovanile sono un rischio a lungo termine
La protezione solare è particolarmente importante nei bambini e negli adolescenti, poiché le scottature in età precoce possono rappresentare un “conto salatissimo” che si paga amaramente in futuro. La pelle, infatti, è un organo che ricorda: ogni danno al DNA può estrinsecarsi sotto forma di tumore anche 20 o 30 anni dopo. Per questo motivo, è fondamentale sottoporsi a una visita dermatologica almeno una volta all’anno e praticare un adeguato autocontrollo trimestrale.
Il dottor Di Stefano ha ricordato che la fotoprotezione rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, hanno recentemente tuonato contro le fake news che circolano sulle creme solari, definendole assolutamente false e prive di basi scientifiche. La Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, ha ribadito che negare la cancerogenicità dei raggi UV è una mistificazione.
Il melanoma, il tumore più aggressivo della pelle, può essere mortale se non diagnosticato precocemente. La sua capacità di metastatizzare con rapidità e aggressività rende indispensabile la prevenzione. Il dottor Di Stefano, che è anche traduttore e revisore della versione italiana di uno dei più autorevoli manuali di dermatoscopia, ha sottolineato che la protezione solare non è solo un’opzione, ma un obbligo per la salute della pelle. La pelle non si spella, ma i danni possono essere invisibili e irreversibili. L’azione aggressiva e nefasta dei raggi UVA e UVB è sovente invisibile. Questi, infatti, penetrano in profondità, andando a degradare le fibre di collagene ed elastina, innescando stress ossidativo, danno attinico e danneggiando il DNA delle cellule cutanee, il principale responsabile dell’insorgenza dei tumori cutanei.
