Commercio tra Russia e UE: i legami commerciali che persistono dopo quattro anni di conflitto

La Russia esporta energia e metalli nell’Ue nonostante le sanzioni, con un calo delle importazioni di alluminio e un aumento delle lastre di acciaio.

Russia e Ue scambiano energia e metalli, con un calo delle importazioni di alluminio e un aumento delle lastre di acciaio
Russia e Ue scambiano energia e metalli, con un calo delle importazioni di alluminio e un aumento delle lastre di acciaio

La guerra in Ucraina, entrata nel suo quinto anno, ha ridotto il commercio tra Russia e Unione Europea, ma alcuni legami commerciali persistono. Nonostante le sanzioni e le pressioni internazionali, la Russia continua a esportare energia, metalli e altri beni industriali nell’UE, con un valore complessivo di 7,7 miliardi di euro nei primi quattro mesi del 2026, secondo Eurostat. Sebbene il volume degli scambi sia diminuito rispetto ai livelli pre-bellici, la Russia rimane un partner significativo per l’industria europea, soprattutto nel settore dei metalli.

Metalli: un settore strategico con forti legami europei

L’alluminio e l’acciaio rappresentano due dei settori più importanti del commercio tra Russia e UE. La Russia ha esportato più di 700 milioni di euro di acciaio e oltre 65 milioni di euro di alluminio nell’UE nei primi quattro mesi del 2026. Tra i principali produttori, Rusal, azienda controllata da Oleg Deripaska, opera impianti in Irlanda, Svezia e Germania, anche se la produzione in Italia è stata sospesa dal 2026. Questi impianti forniscono alluminio per l’industria europea, tra cui leghe per fusione utilizzate nei componenti automobilistici e materiali da costruzione.

Acciaio: la dipendenza europea che persiste

Il principale produttore di acciaio NLMK Group, controllato da Vladimir Lisin, il sesto uomo più ricco della Russia, continua a operare stabilimenti in Belgio, Italia e Danimarca. Questi impianti importano lastre di acciaio semilavorate dalla Russia e le trasformano in prodotti finiti per i clienti europei, tra cui cantieri navali e aziende di infrastrutture energetiche. La domanda di lastre russe è rimasta forte a causa del loro costo inferiore rispetto a molte forniture concorrenti. Le importazioni dell’UE sono aumentate del 24% su base annua, raggiungendo 1,65 milioni di tonnellate metriche tra gennaio e aprile.

Le importazioni di alluminio russo sono crollate al minimo storico. Le indagini delle autorità irlandesi e svedesi su possibili violazioni delle sanzioni da parte di Rusal hanno portato a un calo record delle importazioni di alluminio russo nell’UE, scese a 24.654 tonnellate metriche tra gennaio e aprile, rispetto alle 108.747 tonnellate dello stesso periodo del 2026. L’UE sta valutando ulteriori restrizioni sull’alluminio russo, incluso il reindirizzamento dei metalli attraverso paesi terzi. La raffineria di Aughinish non è destinata a essere sanzionata. Tuttavia, la raffineria di alluminio di Aughinish in Irlanda è improbabile che venga presa di mira, poiché l’UE è riluttante a sanzionare forniture critiche per l’industria. Né Rusal né NLMK sono state sanzionate dall’UE, nonostante la loro stretta integrazione con le catene di approvvigionamento russe. Tuttavia, la pressione politica su Rusal si è intensificata, con indagini in corso sulle possibili violazioni delle sanzioni.

Nonostante le sanzioni, la Russia continua a fornire all’UE energia, metalli e altri beni industriali attraverso esenzioni e settori che finora hanno evitato le restrizioni più severe. L’energia, in particolare il gas naturale liquefatto, rappresenta ancora la quota più grande del commercio tra i due blocchi. Tuttavia, l’UE ha già vietato la maggior parte delle importazioni di petrolio russo trasportato via mare, e un divieto completo delle importazioni di GNL russo, del valore di circa 2,8 miliardi di euro, è previsto per il 2027.