Sternenko: Fedorov licenziato per aver colpito interessi. Rischio crisi in Ucraina

Sternenko accusa corruzione e tensioni politiche dopo licenziamento di Fedorov.

Ucraina, Sternenko e Fedorov discutono licenziamento e corruzione in tempo di guerra
Ucraina, Sternenko e Fedorov discutono licenziamento e corruzione in tempo di guerra

Il licenziamento di Mykhailo Fedorov, tecnico chiave per lo sviluppo dei droni ucraini, ha scatenato polemiche e preoccupazioni per il futuro della guerra. Serhii Sternenko, attivista e consigliere di Fedorov, ha rivelato che il motivo vero del taglio del ministero della Difesa non è stato un attrito con il capo di stato maggiore, ma la decisione di colpire interessi consolidati. «Fedorov ha introdotto procedure più trasparenti e un sistema di acquisto rigoroso delle armi, toccando equilibri che non volevano essere disturbati», ha spiegato Sternenko. La sua voce si unisce a quelle di cittadini e attivisti che temono una crisi interna in un Paese già in guerra.

Corruzione e trasparenza: il cuore del conflitto

«Il vecchio sistema esponeva a rischi di corruzione molto forti», ha sottolineato Sternenko, che ha visto attacchi aggressivi subito dopo la stretta sulla trasparenza delle commesse. «Siamo stati colpiti da canali Telegram anonimi che hanno cercato di danneggiarci», ha aggiunto. La sua posizione è chiara: il lavoro di Fedorov non è solo tecnico, ma politico. Fedorov oggi è un politico, non un tecnico. Questa vicenda lo ha spostato definitivamente su quel terreno, rendendolo un simbolo di un cambiamento necessario.

La guerra asimmetrica e il ruolo dei droni

I droni sono stati decisivi per l’Ucraina, soprattutto in una guerra asimmetrica contro un nemico con più risorse. «Senza i droni, il nostro Paese sarebbe già crollato», ha ricordato Sternenko, che sta scrivendo un libro intitolato Dronecentrismo. Il libro esplorerà le asimmetrie di scala necessarie a difendere un Paese con meno risorse. «Stiamo già combattendo così, ma non basta», ha aggiunto, mettendo in luce la complessità del conflitto. Le proteste in piazza, però, non si limitano al reintegro di Fedorov. «Le autorità non hanno spiegato ai cittadini che cosa sia successo davvero. Gli ucraini non conoscono le vere ragioni della decisione di Zelensky e questo alimenta sfiducia», ha sottolineato Sternenko. La sua preoccupazione è chiara: «Se le richieste della gente continueranno a essere ignorate, gli ucraini torneranno in piazza. È un passaggio che sarebbe meglio evitare, soprattutto mentre siamo in guerra».

Il ministro italiano Crosetto ha invitato Fedorov a lavorare come consulente alla Difesa, ma Sternenko non vede una reazione positiva. «Non credo che Mykhailo accetterà perché il suo compito principale oggi è aiutare l’Ucraina in questa guerra», ha spiegato. Tuttavia, il fatto che un ministro europeo pensi a lui in questi termini dimostra quanto sia riconosciuto anche fuori dal Paese. Sarebbe un vero peccato se l’Ucraina lo perdesse, ha concluso Sternenko, sottolineando l’importanza del suo contributo.

Nonostante le minacce e i rischi, Sternenko resta fiducioso. «La corruzione esiste in ogni Paese. La differenza sta nel fatto che tu abbia o no istituzioni indipendenti e cittadini pronti a far sentire la loro voce», ha detto. La sua voce, però, è un segnale di speranza in un Paese che cerca di superare le sfide della guerra e della corruzione. La strada è lunga, ma la lotta continua.