L’entomologo che dorme con 60mila cimici da letto per studiare i repellenti
Un entomologo britannico vive con migliaia di cimici da letto per testare prodotti di disinfestazione.
Richard Naylor, 45 anni, è un entomologo britannico che vive con circa 60mila cimici da letto per lavoro. Da oltre vent’anni, studia come questi insetti reagiscono alle trappole e ai repellenti. Per testare i prodotti destinati all’industria della disinfestazione, Naylor dorme in una stanza piena di cimici, in un laboratorio costruito nel giardino della sua casa nella Foresta di Dean, nel Gloucestershire. La sua attività si basa su un’osservazione scientifica: le cimici si attivano solo in presenza di un ospite, guidate dall’anidride carbonica che espiriamo e dal calore del corpo.
Un laboratorio di cimici per testare i prodotti
Il laboratorio, una piccola suite autonoma con due camere da letto, è il cuore dell’attività di Naylor e della sua moglie Alexia, ex insegnante di biologia che lavora anche lei nel settore. Lì, spray, repellenti e dispositivi vengono valutati in condizioni il più vicino possibili a quelle di una casa vera. Senza un essere umano nella stanza, spiega Naylor, le cimici restano immobili, e qualsiasi test perderebbe di significato. Per questo motivo, lui e la moglie passano la notte con gli insetti, in un’azione che, sebbene strana, è necessaria per ottenere dati veri.
Le cimici si nutrono solo in presenza di un ospite. Le cimici allevate non servono solo agli esperimenti. Naylor le spedisce in tutto il mondo, spesso alle unità cinofile specializzate che aiutano gli hotel a individuare le infestazioni. I cani hanno bisogno di esemplari veri per imparare a riconoscere l’odore delle cimici. Il comportamento degli insetti è strettamente legato al nostro: si attivano solo in presenza di un ospite. “Se non c’è nessuno in giro, dormono e basta, non si muovono”, racconta. “Il loro comportamento è strettamente legato al nostro. Non posso testare trappole e spray in una stanza vuota, perché non farebbero nulla”. Il risultato delle osservazioni, pubblicati in una rivista di settore dell’associazione britannica dei disinfestatori, ha rivelato che otto cimici affamate su dieci si nutrono già la prima notte in cui trovano una persona nella stanza. Il resto lo registrano telecamere a infrarossi. Naylor, del resto, guarda la faccenda con una certa filosofia: “Gli esseri umani si portano dietro le cimici da quando esiste la civiltà”.
Un’esperienza unica e un corpo abituato ai morsi
Due volte a settimana, Naylor deve nutrire le cimici. Le nutre con il suo sangue, e per farlo, le tiene in piccoli barattoli chiusi da coperchi metallici, fissati con degli elastici agli avambracci o alle gambe quando serve più spazio. Intanto, continua a lavorare al computer, sbrigando la gestione del sito web. “Si nutrono per qualche minuto e io non sento praticamente nulla”, spiega. Dopo una decina di minuti, quando le cimici sazie tornano ad arrampicarsi sulla carta all’interno dei barattoli, lui le sostituisce con altre. “In questo modo riesco a nutrirne migliaia in poco tempo”.
Naylor ha smesso di reagire ai morsi. Naylor, che ha raccontato di essere stato morso “milioni e milioni” di volte, ha smesso di reagire al loro mordo. “A quanto pare servono qualcosa come 40mila morsi perché smetti di reagire alle cimici. Per me è successo più di dieci anni fa. Col tempo il sistema immunitario smette di reagire”. Per la maggior parte delle persone, il morso somiglia a quello di una zanzara particolarmente aggressiva, appena più fastidioso. “Ma poco alla volta diventa sempre meno, e ora non ho più gonfiore né infiammazione”.
Nonostante la sua convivenza con le cimici, Naylor non ha mai smesso di sentirsi in salute. Anche se ogni tanto accusa sintomi di anemia, la moglie non è gelosa dei suoi compagni di letto: conosce il mestiere meglio di chiunque altro. Più complicato è spiegarlo agli estranei. “Quando dico cosa faccio, tutti iniziano a grattarsi e sembrano un po’ inorriditi”. Il paradosso, osserva, è che il ribrezzo non va di pari passo con il rischio reale. Gli è capitato di parlarne con persone che vivono nelle zone malariche del Sud America, erano molto più spaventate dalle cimici che dalle zanzare, che invece possono farle ammalare gravemente o ucciderle.
