Governo propone proroga tutele graduali fino a fine 2027, imprese elettriche si oppongono

Governo valuta proroga tutele graduali fino a fine 2027, imprese elettriche si oppongono a causa di costi e legittimità

Il Governo sta valutando l’estensione delle tutele graduali per l’elettricità fino a fine 2027, un provvedimento che suscita opposizione da parte delle imprese elettriche. Il ministero dell’Ambiente ha annunciato l’idea di prorogare le condizioni attualmente previste dal Servizio a tutele graduali, che scade al 31 marzo 2027, a beneficio di microimprese, Pmi e clienti domestici. La misura, tuttavia, ha suscitato preoccupazioni tra le utility elettriche, che la considerano difficile da attuare e potenzialmente illegittima.

Un aumento di costi e di prezzo all’ingrosso

La bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in maggior tutela ha registrato un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente, a causa dell’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica. L’Arera ha spiegato che l’aumento riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso (Pun), che rimane strettamente legato al gas naturale, a causa dell’instabilità geopolitica. Il 68,6% della bolletta pagata nel quarto trimestre dell’anno è composto dalla componente energia, mentre il 7,6% è occupato dagli oneri di sistema, che includono gli incentivi alle fonti pulite.

La spesa annuale per l’utente tipo in maggior tutela si attesterà a 665,38 euro per l’intero 2026, in aumento del 9,3% rispetto al 2025. L’accelerazione dell’inflazione risente in primo luogo degli aumenti registrati per i beni energetici, che segnano +22,3% rispetto a settembre scorso e +4,5% su agosto. Sull’anno, il gasolio per mezzi di trasporto sale del 34,9%, la benzina del 21,8%, l’elettricità sul mercato libero del 21,5%, e l’elettricità sul mercato tutelato del 9,7%.

Le imprese elettriche si oppongono

Secondo l’associazione Elettricità futura, la proroga solleva dubbi di legittimità. Gli operatori hanno partecipato alle aste di Acquirente unico su un orizzonte definito, fino al 31 marzo 2027. Estendere ulteriormente il Servizio a tutele graduali vorrebbe dire modificare le condizioni di gare già concluse, con costi stimati in centinaia di milioni di euro per le imprese elettriche. Le comunicazioni ai clienti sono già in bolletta, come previsto da Arera, e i venditori hanno adeguato sistemi e offerte.

La misura sarebbe inoltre difficile da attuare, con un impatto significativo sui costi delle imprese elettriche. Salvatore Pinto, presidente di Elettricità futura, ha espresso l’auspicio che il Governo confermi la scadenza del 31 marzo 2027. «Siamo pronti a collaborare con le istituzioni per accompagnare i clienti in questo passaggio», ha assicurato Pinto, in rappresentanza delle maggiori utility elettriche italiane. La proroga, se approvata, potrebbe rappresentare un duro colpo per le tasche dei cittadini, già messi a dura prova dall’ennesima crisi energetica. La mancanza di rinnovabili, accumuli e investimenti sulle reti potrebbe portare a bollette sempre più salate, sia in maggior tutela che sul mercato libero. L’Arera ha recentemente aggiornato i dati relativi alla Maggior tutela per il quarto trimestre dell’anno, iniziato con ottobre.

Ormai sono soltanto 3 milioni gli utenti che beneficiano del servizio di maggior tutela, apparentemente destinato a lasciare totalmente il passo al mercato libero dal primo aprile 2027. Il mercato tutelato dell’elettricità, che prevedeva un contratto con tariffe fissate da Arera, non esiste più dal’estate 2024. L’analisi Arera sull’anno 2024 ha registrato una differenza tra le offerte a prezzo fisso sul mercato libero e il servizio di maggior tutela che arrivava già al 22,86%, ovvero 113,33 euro in più.