Petrolio in rialzo, borse spiazzate: Wall Street torna a brillare mentre Asia e Europa registrano cali
Borse oggi spiazzate dal nuovo rialzo del petrolio che annulla l’effervescenza di ieri di Wall Street con il ritorno delle Magnifiche Sette.
Le borse oggi si trovano spiazzate dal nuovo rialzo del petrolio, che ha annullato l’effervescenza di ieri di Wall Street, dove le “Magnifiche Sette” dell’IA hanno guidato il rally. Il mercato globale, però, ha visto un cambio di rotta, con l’attenzione concentrata sui prezzi del greggio e sulle conseguenze di attacchi e tempeste che minano la produzione USA. L’indice azionario giapponese Nikkei è in calo dello 0,8%, mentre l’Asia, in particolare, mostra segni di instabilità, con il Taiex di Taiwan che supera il Kospi coreano. L’India, invece, alza i tassi per la prima volta in quasi quattro anni, segnando un ulteriore passo verso una politica monetaria più restrittiva.
Prezzi del petrolio in aumento, tensioni geopolitiche e tempeste
Il petrolio torna ad essere centrale, dopo i nuovi attacchi degli Houthi e l’arrivo di un uragano sulle raffinerie USA. I prezzi del greggio sono aumentati stamane, mentre il mercato valutava le limitazioni dell’offerta a causa degli attacchi degli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita, proprio mentre stanno crescendo le forniture di greggio dal Medio Oriente. In più, i meteorologi statunitensi hanno segnalato una tempesta in formazione nel Golfo del Messico che si trasformerà nel primo uragano atlantico del 2026 entro due giorni e che probabilmente colpirà gli impianti di produzione di petrolio e gas USA. Le aree offshore del Golfo che si trovano sulla traiettoria della tempesta producono il 15% del petrolio greggio statunitense e il 5% del gas naturale del paese.
Le tempeste e gli attacchi minano la produzione USA, spostando l’attenzione dei mercati.
Washington resta aperta a un accordo, con i future sul Brent che sono saliti di 1,05 dollari, pari all’1,04%, raggiungendo i 101,63 dollari al barile. I future sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) sono aumentati di 80 centesimi, pari allo 0,89%, arrivando a 90,24 dollari al barile. In Francia, la candidata di estrema destra, Marine Le Pen, ieri ha delineato piani per tagliare la spesa pubblica, provocando un rally di sollievo nei titoli di Stato francesi, che stamane in Asia ritracciano leggermente.
Le aspettative sui tassi si attenuano, ma la politica monetaria rimane in ascesa
Le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi questo mese, dopo l’aumento di settembre, si sono attenuate, ma i mercati prevedono comunque un inasprimento della politica monetaria nel corso dell’anno e il prossimo. I rendimenti dei titoli a 10 anni, che erano saliti ai massimi da decenni, ieri sono scesi di oltre 11 punti base e lo spread tra i titoli Oat/Bund, che la scorsa settimana si era avvicinato ai 160 punti base, è ridotto a 132 punti base.
La politica monetaria rimane in ascesa, nonostante le aspettative sui tassi si siano attenuate.
L’entusiasmo si è esteso all’euro e ha dato impulso ad altri mercati obbligazionari, benché tutti sotto la comune ombra dell’inflazione, della stretta monetaria delle banche centrali e dei problemi di bilancio. La stagione degli utili del terzo trimestre inizia la prossima settimana, con diverse importanti società finanziarie che dovrebbero pubblicare i loro risultati martedì prossimo.
Il settore dell’IA è molto attivo, con l’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia che ha chiuso a +0,34%. La capitalizzazione di mercato di Nvidia si è avvicinata ai 6 trilioni di dollari. Il produttore di chip Marvell Technology è salito del 5,8% in seguito all’aumento delle previsioni di fatturato per il 2028, dovuto alla forte domanda di chip per data center. Amd ha guadagnato il 2,8% dopo che l’amministratore delegato Lisa Su ha dichiarato che l’azienda prevede di aumentare sostanzialmente la fornitura di chip nel 2027 per soddisfare la crescente domanda di intelligenza artificiale.
- SpaceX di Elon Musk è in trattative con banche e investitori per raccogliere 40 miliardi di dollari di debito al fine di acquistare chip Nvidia, secondo alcune fonti.
