La scuola non è un costo da ridurre: il personale dell’asilo Carluccio chiede rispetto per una comunità
Il personale dell’asilo Carluccio chiede di non ridurre la scuola, sottolineando il valore educativo e la comunità.
Il personale dell’asilo Carluccio, composto da docenti, collaboratori e famiglie, ha espresso preoccupazione per le decisioni di ridimensionamento delle scuole in corso a Como. La scuola, situata nel cuore della città, è vista come un presidio socio-educativo fondamentale per la comunità. La lettera, pubblicata da Newslab Attualità, sottolinea che la scuola non è un costo da ridurre, ma un luogo di crescita, relazioni e inclusione. La decisione di ridimensionamento, approvata in consiglio comunale, ha suscitato reazioni forti da parte di insegnanti, genitori e comitati locali.
Un progetto educativo che va rispettato
La lettera sottolinea che la scuola dell’infanzia Carluccio è fondata su un progetto educativo specifico, che si basa sulla conoscenza e sull’osservazione di ogni bambino nella sua unicità. I docenti e i collaboratori spiegano che i tempi, gli spazi e le attività non sono elementi secondari, ma parte integrante del percorso educativo. La scuola non è solo un luogo dove i bambini vengono lasciati mentre i genitori lavorano, ma un ambiente in cui si costruisce una relazione di fiducia e crescita. La comunità scolastica ha già combattuto per mantenere aperta la scuola, dopo che l’amministrazione aveva deliberato la sua chiusura due anni fa.
La scuola non è un costo, ma un investimento nel futuro della società. Investire nella qualità della scuola dell’infanzia significa investire nel futuro della società. La scuola dell’infanzia è il primo ambiente educativo nel quale i bambini imparano a condividere, a comunicare e a riconoscere le proprie emozioni. La continuità educativa e relazionale è un elemento fondamentale per il loro sviluppo. La scuola non può essere valutata soltanto attraverso il numero degli iscritti o attraverso un bilancio economico.
Un simbolo di resilienza: l’ulivo donato dal Comitato Nova Como
Un simbolo di rinascita e resilienza è l’ulivo donato dal Comitato Nova Como, scelto come rappresentazione della scuola. L’albero, piantato lo scorso anno, è diventato un’immagine forte per la comunità. I docenti e i genitori hanno ripartito con determinazione, continuando a credere nel valore del loro lavoro e nel progetto educativo. La scuola non è solo un’istituzione, ma un luogo di relazioni, competenze e esperienze. Chiudere o ridimensionare una scuola dell’infanzia significa interrompere una rete di relazioni costruita nel tempo e impoverire un presidio educativo che appartiene a tutta la comunità.
La scuola è fatta di relazioni, competenze e comunità. La scuola dell’infanzia è anche un luogo di inclusione. È il luogo nel quale le differenze possono diventare una ricchezza e nel quale ogni bambino deve poter trovare il proprio spazio, sentirsi parte del gruppo e sviluppare le proprie potenzialità. Per questo una scuola non può essere valutata soltanto attraverso il numero degli iscritti, attraverso gli spazi che occupa o attraverso un bilancio economico. Una scuola è fatta di relazioni, competenze, esperienze, professionalità e comunità. La lettera chiede di ascoltare chi vive ogni giorno la scuola: i bambini, le famiglie, gli insegnanti e il personale scolastico. La scuola non è un costo da ridurre, ma un investimento da proteggere. La scuola Carluccio ha già dimostrato di avere radici profonde, e quelle radici oggi chiedono di essere rispettate, coltivate e lasciate crescere.
- La scuola Carluccio è un presidio socio-educativo nel cuore di Como.
- Il personale e le famiglie hanno combattuto per mantenerla aperta.
- L’ulivo donato dal Comitato Nova Como rappresenta la resilienza della scuola.
La lettera, firmata da Maria Grazia Bozzi e da altri docenti, chiede di non ridurre la scuola come un semplice costo, ma di riconoscere il valore di una comunità che investe nei propri bambini. La scuola non è solo un luogo fisico, ma un ambiente di crescita, inclusione e relazioni. La comunità scolastica chiede di essere ascoltata prima di prendere decisioni che potrebbero danneggiare un presidio educativo fondamentale per la città.
