Strage di Erba, la lavatrice potrebbe riaprire il caso: «Olindo e Rosa erano già a casa alle 21.45»
Un dettaglio tecnico potrebbe modificare il destino giudiziario di Rosa Bazzi e Olindo Romano.

A quasi vent’anni dalla strage di Erba, un nuovo dettaglio tecnico potrebbe aprire nuove possibilità per la difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano. La “prova della lavatrice”, come viene definita nel servizio de Le Iene, potrebbe diventare il perno di una nuova richiesta di revisione del processo che ha condannato in via definitiva la coppia per l’omicidio di sette persone avvenuto il 11 dicembre 2006. L’elemento chiave è un picco anomalo nei consumi elettrici registrati nella casa dei coniugi, che potrebbe indicare l’uso dell’elettrodomestico alle 21.45, orario in cui, secondo le sentenze, i due sarebbero stati al McDonald’s di Como.
Consumi elettrici e lavatrice
Secondo quanto rivelato nella nuova puntata de Le Iene, firmata da Max Andreetta e Francesco Priano in collaborazione con Edoardo Montolli, il forte assorbimento di corrente registrato alle 21.45 sarebbe compatibile con l’accensione della lavatrice presente nell’appartamento dei coniugi Romano. L’elettrodomestico, un modello Rex privo di avvio programmato, avrebbe potuto essere azionato solo manualmente e direttamente da chi si trovava in casa in quel momento. La ricostruzione proposta collocherebbe Rosa Bazzi e Olindo Romano già nella loro abitazione poco prima delle 22, mettendo in dubbio la versione degli orari che ha sostenuto la condanna definitiva.
La prova tecnica potrebbe modificare la ricostruzione degli orari. Gli autori del servizio sostengono di aver effettuato una prova pratica utilizzando lo stesso modello di lavatrice, ottenendo consumi elettrici sovrapponibili a quelli registrati nei dati Enel della sera della strage. Questo elemento potrebbe rappresentare un’alternativa alla versione ufficiale, che colloca i coniugi al McDonald’s intorno alle 21.45.
Testimoni e dubbi sullo scontrino
La nuova ricostruzione si aggiunge alle dichiarazioni di alcuni testimoni che avrebbero visto Olindo Romano e Rosa Bazzi nel cortile di via Diaz già intorno alle 21.30. Due di loro, secondo quanto riferito, non sarebbero mai stati ascoltati dagli investigatori. Anche Carlo Castagna, sopravvissuto che perse moglie, figlia e nipote nella strage, raccontò di aver incrociato Olindo quella sera.
La difesa ha sempre sottolineato dubbi sullo scontrino del McDonald’s. Restano infatti i dubbi sullo scontrino del McDonald’s di Como: la difesa sottolinea da tempo l’assenza di un verbale contestuale di sequestro e il fatto che Olindo Romano non avrebbe mai riconosciuto quel documento come proprio. Questi elementi potrebbero rafforzare la richiesta di revisione del processo.
La “prova della lavatrice” potrebbe ora diventare il perno di una nuova istanza di revisione da parte della difesa dei coniugi, già protagonisti negli ultimi anni di numerosi tentativi di riaprire il caso della strage di Erba. Un dettaglio tecnico, rimasto nell’ombra per anni, che potrebbe tornare al centro del dibattito giudiziario e mediatico su uno dei delitti più discussi della cronaca italiana.
