Total Body Irradiation al Gom di Reggio Calabria: un passo avanti per la radioterapia oncoematologica
Il Gom di Reggio Calabria introduce la total body irradiation, una tecnologia avanzata per il trattamento di pazienti con patologie oncoematologiche.
Il Grande Ospedale Metropolitano Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria ha introdotto la total body irradiation (TBI), una tecnologia avanzata di radioterapia impiegata nel condizionamento dei pazienti candidati al trapianto di cellule staminali emopoietiche. Questa novità arriva in un momento cruciale per la sanità calabrese, permettendo ai pazienti con patologie oncoematologiche di ricevere trattamenti di livello nazionale direttamente sul territorio, senza l’obbligo di trasferirsi in altre regioni.
Un protocollo multidisciplinare per il trapianto di cellule staminali
La TBI è una tecnica di radioterapia che permette l’irradiazione dell’intero organismo del paziente, con una duplice finalità: sopprimere il sistema immunitario per evitare il rigetto delle cellule staminali del donatore e contribuire all’eradicazione delle cellule neoplastiche residue dopo i trattamenti chemioterapici. Questa tecnologia è fondamentale nei protocolli di trapianto allogenico, in particolare per patologie come leucemie acute, linfomi e altre neoplasie del sangue. Il percorso terapeutico richiede un lavoro coordinato tra diverse professionalità: dalla valutazione ematologica del paziente, alla pianificazione dosimetrica curata dalla fisica sanitaria, fino all’erogazione del trattamento da parte dell’équipe di radioterapia oncologica. Il centro trapianti reggino ha già ottenuto il rinnovo degli accreditamenti nazionali e internazionali, necessari per l’accesso alle terapie cellulari più innovative, come le terapie Car-T.
La TBI rappresenta un tassello imprescindibile nei protocolli di trapianto allogenico, dove la combinazione di chemioterapia e irradiazione corporea totale è da decenni uno standard consolidato.
Un impegno di competenza e collaborazione
L’introduzione della TBI al Gom non sarebbe stata possibile senza il livello di competenza raggiunto dall’unità operativa complessa di radioterapia oncologica, guidata dal dottor Sayd Al Sayyad. Questo reparto si è affermato come un punto di riferimento per l’oncologia radiante in Calabria, in grado di stare al passo con le tecniche più avanzate utilizzate nei grandi centri nazionali. Il lavoro di squadra è essenziale: i fisici medici si occupano della pianificazione dosimetrica, calcolando e distribuendo la dose di radiazioni in modo omogeneo, schermando gli organi sensibili. I tecnici sanitari di radiologia medica gestiscono quotidianamente gli acceleratori lineari, garantendo la massima accuratezza nell’erogazione del trattamento. Il personale infermieristico, infine, assicura la continuità assistenziale e organizzativa necessaria per un percorso multidisciplinare.
La TBI è una tecnica introdotta con l’impiego fondamentale di tutte le professionalità del reparto di radioterapia oncologica.
Per i pazienti oncoematologici della regione, poter contare su un protocollo di condizionamento completo — comprensivo della TBI — direttamente sul territorio significa evitare i disagi e i costi, anche emotivi, legati ai trasferimenti verso centri fuori regione, spesso necessari in una fase già di per sé delicata del percorso di cura. La possibilità di effettuare l’intero iter, dalla diagnosi al trapianto, presso il Gom rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della rete oncoematologica calabrese. Con la TBI, la radioterapia oncologica del Gom conferma il livello di prestazioni dei più importanti centri italiani, riducendo la necessità di emigrazione sanitaria in un momento già di per sé difficile per malati e famiglie.
