Ergastolo per Marco Manfrinati per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido
Marco Manfrinati condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido. La sentenza è arrivata venerdì 25 settembre.
La Corte d’Assise di Varese ha condannato Marco Manfrinati all’ergastolo per l’omicidio dell’ex suocero Fabio Limido e per il tentato omicidio dell’ex moglie Lavinia Limido. La sentenza, arrivata venerdì 25 settembre, riguarda i fatti del 2024, quando Manfrinati, ex avvocato, uccise Limido mentre tentava di difendere la figlia da un’aggressione per strada. L’imputato, che aveva già avuto precedenti per comportamenti aggressivi nei confronti dell’ex moglie e degli ex suoceri, è stato riconosciuto colpevole anche per il reato di stalking, per il quale era stato condannato a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni nel 2025.
Un omicidio in seguito a una lite familiare
Secondo la ricostruzione dei giudici, il 6 maggio 2024, in via Ciro Menotti a Varese, Marco Manfrinati raggiunse Lavinia Limido per strada e iniziò a colpirla con un coltello. Gli inquirenti avevano rilevato che Manfrinati aveva raccontato di aver litigato con la donna per le visite al figlio, che non vedeva da tempo. Al culmine della lite, l’uomo avrebbe estratto il coltello e avrebbe colpito la donna al volto e al collo. Attirato dalle urla della figlia, Fabio Limido intervenne insieme a un vicino, ma la violenza di Manfrinati lo travolse, causandogli ferite gravi che lo portarono alla morte in ospedale.
La figlia Lavinia ha espresso un commento forte: “Non credo nel pentimento, in persone di questo tipo”. La donna ha anche criticato la richiesta di scusa da parte di Manfrinati, che ha chiesto scusa solo al figlio, non all’ex moglie né alla famiglia di lei. “Se veramente tuo figlio è al centro dei tuoi pensieri, non cerchi di ammazzargli la madre, non gli ammazzi il nonno, non gli regali un cognome così e non gli regali una storia e un ricordo così”, ha detto Lavinia.
Un passato di violenza e abusi
Manfrinati non era la prima volta che finiva nei guai per le sue azioni nei confronti dell’ex moglie e degli ex suoceri. A maggio 2025, era stato condannato a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni per il reato di stalking, di cui non era vittima soltanto l’ex moglie, ma anche gli ex suoceri Fabio Limido e Marta Criscuolo. L’uomo aveva anche intentato una causa per sottrazione di minore nei confronti dell’ex moglie, ma la sua denuncia era stata archiviata.
Il procuratore di Varese ha espresso apprezzamento per la sentenza, definendola “del tutto proporzionata ai fatti contestati all’imputato Manfrinati”. La decisione della Corte d’Assise rappresenta un ulteriore passo nella giustizia per una famiglia che ha subìto anni di violenza e abusi da parte dell’ex marito. La condanna ha portato anche al riconoscimento di un risarcimento di 900 mila euro alle parti civili. L’avvocato di parte civile Fabio Ambrosetti ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando che l’imputato aveva manifestato nel corso del processo propositi di vendetta. La Corte d’Assise, presieduta da Andrea Crema e dalla giudice a latere Stefania Brusa, ha riconosciuto la gravità dei fatti, ma non ha riconosciuto le aggravanti della crudeltà, della minorata difesa e della premeditazione per l’omicidio dell’ex suocero.
