L’avvocato di Bossetti contesta la distruzione dei campioni di dna e chiede nuove analisi

L’avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, contesta la distruzione dei campioni di dna e chiede nuove analisi per chiarire l’omicidio di Yara Gambirasio.

L'avvocato di Bossetti contesta la distruzione dei campioni di dna e chiede nuove analisi
L’avvocato di Bossetti contesta la distruzione dei campioni di dna e chiede nuove analisi

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha un avvocato che si batte per chiarire i dubbi su una prova chiave: il dna. L’avvocato Claudio Salvagni, difensore del condannato, ha espresso preoccupazioni riguardo alla distruzione di campioni di dna raccolti sul corpo della vittima e ha chiesto nuove analisi per verificare se potessero rivelare nuove informazioni. L’ipotesi, seppur contestata, riguarda l’eventuale collegamento tra l’omicidio di Yara e quello di Sharon Verzeni, avvenuto più recentemente.

La distruzione dei campioni e il rischio di compromettere l’indagine

Salvagni ha sottolineato come i campioni di dna raccolti sul corpo di Yara Gambirasio, uccisa nel 2011, siano stati spostati e scongelati, provocando la loro distruzione. Questo processo ha reso inutili i reperti per nuove indagini. La pm Letizia Ruggeri, che aveva richiesto il trasferimento dei campioni, ha così reso impossibile l’analisi ulteriore. Salvagni ha contestato questa mossa, sostenendo che la distruzione dei campioni potrebbe aver compromesso la possibilità di trovare nuove prove.

La distruzione dei campioni ha reso impossibile l’analisi ulteriore, compromettendo la possibilità di trovare nuove prove.

Salvagni ha anche sottolineato che il dna mitocondriale, un elemento altrettanto importante del patrimonio genetico di un individuo, non è stato analizzato in modo completo. L’avvocato ha sottolineato che il dna nucleare di Bossetti non è sufficiente a confermare la sua colpevolezza, poiché manca l’analisi del mitocondriale. Inoltre, il legale ha sottolineato che il dna mitocondriale di una terza persona potrebbe essere presente sul corpo di Yara, un elemento che potrebbe indicare un altro assassino.

Un esperto della genetica forense, Peter Gill, ha sottolineato che, oltre al dna nucleare di Bossetti e al dna mitocondriale di Yara, c’era per forza il mitocondriale di una terza persona. Questo elemento ha reso ancora più complessa la situazione, con Salvagni che chiede di confrontare il dna con quello di altri assassini o presunti tali.

La difesa chiede nuove analisi e confronti

La difesa di Bossetti, in particolare Salvagni, ha chiesto di analizzare nuovamente i campioni di dna ancora esistenti, come quelli estratti dagli indumenti intimi di Yara. L’obiettivo è verificare se ci siano altre tracce analizzabili che potrebbero restituire un risultato simile ma non identico. Questo potrebbe aprire nuove possibilità per chiarire l’omicidio e verificare eventuali collegamenti con altri casi.

La difesa chiede di confrontare il dna di Yara con quello di altri assassini o presunti tali per cercare la verità.

Salvagni ha anche sottolineato che la distruzione dei campioni potrebbe aver reso impossibile la conferma della colpevolezza di Bossetti, sottolineando come la certezza con cui si afferma che il dna nucleare di Bossetti sia presente sul corpo di Yara sia ascientifica. L’avvocato ha quindi chiesto di riprendere l’analisi per cercare la verità.