Vescovo USA: Chiesa non avalla aziende tech, chiede protezioni per chatbot e dignità umana

Vescovo Usa chiede protezioni per chatbot e dignità umana, Chiesa non avalla aziende tech.

Il vescovo della Silicon Valley, mons. Oscar Cantú, ha espresso la posizione della Chiesa cattolica nei confronti dell’intelligenza artificiale, sottolineando che non si darà il proprio avallo alle aziende tecnologiche. Il vescovo, che guida la task force dei vescovi statunitensi sull’intelligenza artificiale, ha spiegato che la tecnologia deve servire l’essere umano e non sminuirne la dignità. L’annuncio è stato dato il 22 settembre 2026, in un contesto di crescente preoccupazione per i rischi legati all’uso di sistemi di intelligenza artificiale.

Chiesa non avalla prodotti, ma chiede protezioni

La Chiesa, attraverso la task force istituita il 16 settembre, ha deciso di non avallare prodotti tecnologici, ma di promuovere un dialogo con i vertici dell’industria. Cantú ha spiegato che gli incontri con i manager sono stati rispettosi e diretti, e che la Chiesa chiede ai sviluppatori di introdurre protezioni nei chatbot, soprattutto dopo tragedie già avvenute. L’obiettivo è tutelare l’umanità e la società nel suo insieme, garantendo che la tecnologia non venga utilizzata in modo dannoso.

La tecnologia deve servire l’essere umano, non sminuirne la dignità.

La Chiesa ha anche espresso l’urgenza di una regolamentazione che tuteli l’umanità, in linea con l’enciclica Magnifica humanitas del Papa. Cantú ha sottolineato che la Chiesa non intende imporre una visione religiosa o cristiana all’innovazione, ma proporre un’antropologia che custodisca l’uomo, protegga gli emarginati e salvaguardi il bene comune. Tra le misure proposte, ci sono sistemi che impediscono di “spogliare” una persona o di raffigurarla nuda, a tutela delle potenziali vittime.

Dialogo con aziende e cittadini, ma senza sponsorizzazione

La Chiesa ha riconosciuto l’importanza del dialogo con le aziende tecnologiche, ma ha chiarito che non intende sponsorizzare prodotti o aziende. Cantú ha spiegato che il dialogo deve essere un’azione di responsabilità, non un’alleanza con le imprese. La Chiesa ha anche sottolineato l’importanza di informare i cittadini sui rischi legati all’intelligenza artificiale, poiché le aziende sono sensibili all’opinione pubblica.

La Chiesa non intende imporre una visione religiosa all’innovazione.

La task force studierà le buone pratiche delle diverse diocesi per mettere a disposizione dei vescovi e delle Chiese locali strumenti per un utilizzo sicuro e consapevole dell’IA. Cantú ha espresso la fiducia nella capacità della Chiesa di applicare i criteri che propone al mondo tecnologico, anche se il lavoro da fare è ancora molto. La Chiesa si affida a Dio e allo Spirito Santo per aprire i cuori e le menti, in modo che si faccia ciò che è giusto per la dignità umana e il bene comune.

  • La Chiesa non avalla aziende tecnologiche.
  • Chiede protezioni per chatbot e sistemi di intelligenza artificiale.
  • Propone un dialogo con le aziende, ma senza sponsorizzazione.
  • Studierà buone pratiche per un utilizzo sicuro dell’IA.