L’esposizione alla luce notturna danneggia il cuore
L’esposizione alla luce notturna danneggia il cuore, secondo uno studio su European Heart Journal.
L’esposizione alla luce notturna, anche se minima, può danneggiare il cuore e aumentare il rischio cardiovascolare negli anni successivi, secondo uno studio pubblicato su European Heart Journal. L’analisi, condotta su un campione di circa 11mila persone, ha rivelato che l’illuminazione ambientale durante il riposo altera la struttura e la funzione del cuore, con conseguenze a lungo termine. La ricerca ha utilizzato dispositivi indossabili per registrare la luce e ha confrontato i dati con esami di risonanza magnetica effettuati alcuni anni dopo.
La luce notturna e il ritmo circadiano
La luce non serve solo a vedere il mondo, ma è il principale segnale con cui l’orologio biologico circadiano si sincronizza con le 24 ore della rotazione terrestre. Questo sistema regola il sonno, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e molti processi ormonali. Durante la notte, il calo della luce favorisce la produzione di melatonina e prepara l’organismo al riposo. Tuttavia, l’esposizione alla luce durante il riposo altera questo equilibrio, con effetti negativi sul cuore.
Effetti misurabili sul cuore
Le persone esposte a una maggiore luce notturna hanno mostrato alterazioni nella struttura e nella funzione del cuore. La massa del ventricolo sinistro, rapportata all’altezza, era maggiore del 2,4 per cento, mentre la capacità di deformazione del ventricolo risultava inferiore di circa il 2,7-2,9 per cento. Questo indica che il cuore, pur continuando a pompare lo stesso volume di sangue, diventa meno flessibile. Inoltre, il rischio di scompenso cardiaco, infarto, ictus e mortalità cardiovascolare è aumentato nel gruppo con maggiore esposizione alla luce.
Il rischio relativo per lo scompenso cardiaco è stato del 29 per cento, per la fibrillazione atriale del 15 per cento, per l’infarto del 24 per cento e per l’ictus del 33 per cento. Queste percentuali non indicano una probabilità assoluta, ma un aumento relativo rispetto a un gruppo di controllo. L’analisi ha escluso i partecipanti con malattie preesistenti o con dati inaffidabili, per ridurre il rischio di bias. La riduzione dell’inquinamento luminoso può aiutare a vivere in salute più a lungo. L’inquinamento luminoso è uno dei pochi rischi ambientali che le città e i paesi possono controllare direttamente, a costi relativamente contenuti rispetto alle spese mediche necessarie per sopperire ai danni alla salute. Soluzioni esistono: luci a spettro caldo, lampioni con sensori di movimento e tende oscuranti possono ridurre l’illuminazione inutilizzata. Per i medici, in particolare quelli che seguono pazienti con insufficienza cardiaca o fibrillazione atriale, è importante informarsi sull’ambiente in cui i pazienti dormono. Fattori come la buiosità della camera da letto, la presenza di lampioni che illuminano le finestre e l’uso di dispositivi con schermo dopo il tramonto possono influenzare la salute cardiovascolare. Sono consigli semplici e economici: tende oscuranti, luci da comodino a temperatura calda e schermatura dei lampioni fastidiosi.
- Installare tende oscuranti
- Usare luci da comodino con temperatura di colore massima di 2200 K
- Coprire i piccoli led di stand-by degli apparecchi elettronici
Il buio è una condizione ambientale con cui gli orologi biologici del nostro corpo sono sincronizzati. Ridurre l’inquinamento luminoso, schermare la luce e usarla solo dove e quando serve può sia restituire la visione del cielo notturno, sia proteggere qualcosa molto vicino a noi: il ritmo con cui batte il cuore.
