Puzza e chiazze nel mare di Bagnoli: scatta esposto per contaminazione ambientale

Contaminazione marina a Bagnoli: esposto per chiazze oleose e dispersione di inquinanti

Nelle acque di Bagnoli sono comparse chiazze oleose e odori intensi durante i lavori di dragaggio, motivo per cui è stato presentato un esposto da parte di Cittadinanza Attiva. L’associazione, in difesa di Napoli, ha richiesto accertamenti tecnici urgenti sulle operazioni in corso, sulla conformità alle prescrizioni progettuali e ambientali e sull’eventuale dispersione di contaminanti tossici nell’ambiente marino. L’evento si è verificato nelle ultime settimane, con segnalazioni di cittadini che hanno documentato la situazione con foto e video.

Contaminazione grave nei sedimenti marini

Dalla ricerca effettuata, emerge una contaminazione grave, diffusa e stratificata dei sedimenti marini. Cittadinanza Attiva ha sottolineato la presenza di idrocarburi, Pcb, metalli pesanti e altri microinquinanti persistenti, con valori particolarmente elevati. Tra i dati rilevati, sono stati segnalati idrocarburi totali fino a circa 1.660 mg/kg e sommatorie di Epa dell’ordine di 323 mg/kg. La documentazione fotografica e video allegata all’esposto mostra chiazze oleose e pellicole iridescenti che affiorano sul pelo libero dell’acqua. La tempistica andrebbe valutata considerando la natura transitoria dell’evento e il rischio imminente di dispersione degli inquinanti a causa delle correnti, delle condizioni meteomarine e della prosecuzione delle lavorazioni. L’Asl Napoli 1 aveva già chiesto documentazione sulla conformità delle attrezzature e dei presidi di contenimento, ma il Commissariato di governo aveva risposto con una secca smentita.

Presidi di contenimento non visibili

L’associazione ha evidenziato una criticità esecutiva di particolare gravità: durante la movimentazione, la benna utilizzata per il dragaggio appare non conforme alle prescrizioni progettuali, con evidente perdita e ricaduta rovinosa in mare del materiale prelevato. Inoltre, dalle immagini non risulterebbero visibili i presidi di contenimento previsti in fase progettuale, come panne galleggianti/assorbenti e barriere antitorbidità. La documentazione fotografica e video allegata all’esposto mostra “evidenti e diffuse chiazze oleose e pellicole iridescenti che affiorano sul pelo libero dell’acqua provenienti dalle arche interessate dai lavori di dragaggio”. Secondo Cittadinanza Attiva, tali fenomeni “sono assolutamente compatibili con la movimentazione e conseguente dispersione di idrocarburi dovuti ai dragaggi”.

Viene precisato però che “la sola percezione olfattiva non consente di stabilire quale sostanza ne sia responsabile”. Tuttavia, “la coincidenza temporale con le operazioni di dragaggio e con la comparsa delle anomalie nelle acque impone di verificare immediatamente anche l’eventuale rilascio di composti volatili o gas provenienti dai sedimenti rimaneggiati e la possibile esposizione per inalazione della popolazione”. Le richieste di intervento sono articolate e mirano a garantire la sicurezza ambientale e la salute della popolazione. Cittadinanza Attiva ha sollecitato interventi urgenti da parte di autorità competenti, tra cui Procura della Repubblica, Carabinieri e Capitaneria di Porto. Si chiede un sopralluogo diretto durante le operazioni per verificare le modalità di scavo, il tipo di benna utilizzato e l’effettiva presenza e funzionalità delle barriere antitorbidità.

Si richiede inoltre campionamenti urgenti dell’acqua e dei sedimenti, nonché prelievi sull’aria per analizzare composti organici volatili e altri inquinanti. L’associazione sostiene che il monitoraggio in atto, tramite boe automatiche, non permetta di accertare la presenza di specifici inquinanti chimici complessi. Le richieste di intervento prevedono controlli diretti e cadenzati per tutta la durata dei lavori, con pubblicazione e trasparenza degli esiti.