La battaglia per il racconto di Garlasco: esposto Cappa, denuncia a Infante e revisione di Stasi
Nuovo fronte nel caso Garlasco: esposto Cappa, denuncia a Milo Infante e revisione di Alberto Stasi.

Il caso Garlasco, ormai diventato un simbolo di una battaglia tra ricostruzioni e verità, ha aperto nuovi fronti in poco tempo. Dopo l’esposto di Stefania Cappa, la denuncia a Milo Infante e lo scontro con Roberta Bruzzone, la vicenda si complica ulteriormente con la revisione della condanna di Alberto Stasi. La guerra delle carte, come si dice in giro, non riguarda solo chi abbia ucciso Chiara Poggi, ma chi abbia costruito il racconto del caso e con quali obiettivi.
La guerra delle ricostruzioni
La situazione si è ulteriormente complicata con lo scontro tra Milo Infante e Roberta Bruzzone, che ha visto il conduttore contestare pubblicamente una ricostruzione attribuita alla criminologa e a alcune presunte affermazioni di Antonio De Rensis. Bruzzone, interpellata sulla vicenda, ha annunciato che valuterà iniziative giudiziarie una volta rientrata in Italia, mentre Infante ha replicato dicendosi pronto a confrontarsi anche davanti a un giudice. La situazione, come sottolineato, è diventata un ulteriore pezzo di una vicenda nella quale quasi ogni ricostruzione produce una contestazione, e quasi ogni contestazione rischia di produrre un nuovo fascicolo.
La revisione di Alberto Stasi
Intanto, mentre il fronte mediatico occupa televisioni e giornali, c’è però una partita molto più importante che continua a essere giocata lontano dalle telecamere: quella di Alberto Stasi. Mercoledì Antonio De Rensis ha confermato nuovamente che la richiesta di revisione della condanna arriverà. La collega Giada Bocellari starebbe concentrando in queste settimane gran parte del lavoro proprio sulla preparazione dell’istanza. Non è una decisione improvvisa: la difesa lavora alla revisione da quando la nuova inchiesta pavese ha indicato Andrea Sempio come responsabile dell’omicidio secondo l’ipotesi accusatoria della Procura.
La stessa Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano affinché possa valutare autonomamente se chiedere la revisione del processo conclusosi con la condanna definitiva di Stasi. Ma il passaggio di queste ore è significativo perché l’estate sta finendo e l’annunciata istanza non è ancora stata depositata. De Rensis assicura che arriverà. Quando accadrà, sarà la Corte d’Appello di Brescia a dover valutare se gli elementi raccolti nella nuova indagine abbiano una forza tale da consentire di riaprire il giudicato.
Intanto, Andrea Sempio rimane l’unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi e continua a dichiararsi innocente. Il procedimento non è ancora arrivato alla richiesta di rinvio a giudizio. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato il 7 maggio, la Procura ha infatti disposto ulteriori accertamenti in risposta alle consulenze depositate dalla difesa. I termini delle indagini preliminari risultano fissati al 28 settembre 2026. È una distinzione fondamentale, soprattutto dopo giorni nei quali la parte mediatica della storia ha quasi oscurato quella processuale.
Perché le accuse contenute nell’esposto Cappa, la denuncia contro Infante, lo scontro con Bruzzone e la battaglia televisiva tra le diverse ricostruzioni non cambiano, almeno per ora, il quadro giudiziario sull’omicidio: Alberto Stasi resta definitivamente condannato e Andrea Sempio resta indagato, non condannato, nella nuova inchiesta. Garlasco, adesso la battaglia è su chi controlla il racconto. Ed è probabilmente questa la vera novità della settimana.
