Miasmi da impianto di biometano: cittadini chiedono un tavolo permanente in Prefettura
Cittadini di Benevento protestano contro miasmi da impianto di biometano, chiedono tavolo permanente in Prefettura

Il 4 settembre 2026, il Comitato Civico Territoriale San Domenico ha organizzato un sit in a Benevento per protestare contro i miasmi emessi dall’impianto di biometano ubicato nella contrada a ridosso del territorio di Pietrelcina. La protesta, che si è svolta nei pressi dell’impianto, è stata motivata da un grave disagio ambientale e sanitario che ha colpito la comunità locale. I cittadini, costretti a vivere con le finestre chiuse, hanno chiesto un tavolo permanente in Prefettura per monitorare e risolvere la situazione. La protesta, che ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’amministrazione comunale, associazioni ambientaliste e cittadini, è stata ispirata anche dall’esperienza di Airola, dove un incendio ha causato una nube nera che ha interessato diverse province campane.
Disagio ambientale e richiesta di interventi
Secondo il presidente del Comitato San Domenico, Salvatore D’Andrea, i miasmi emessi dall’impianto di biometano sono peggiorati negli ultimi mesi, rendendo l’aria irrespirabile soprattutto la sera. “Siamo mesi che non riusciamo a vivere la nostra quotidianità e normalità. Dobbiamo essere barricati in casa. O crepare dal caldo o morire di puzza”, ha detto D’Andrea. I cittadini hanno espresso preoccupazione per la salute e la qualità della vita, sottolineando che nonostante gli interventi delle autorità, la situazione non è migliorata. Il Comitato ha chiesto un cronoprogramma aggiornato e un controllo continuo e stringente per garantire la tutela della salute pubblica.
La protesta è diventata un grido d’allarme per la comunità.
Il vice sindaco Francesco De Pierro ha spiegato che l’amministrazione ha attivato un pool interdisciplinare con l’ASL e con tutti gli organi competenti, effettuando tavoli tecnici per risolvere il problema. “La problematica la conosciamo e va rimosso quanto prima il cattivo odore”, ha affermato De Pierro. L’assessore comunale all’Ambiente, Oberdan Picucci, ha ribadito la vicinanza all’associazione e ha sottolineato che l’amministrazione ha fatto tutto il possibile per tutelare la comunità. Tuttavia, i cittadini hanno espresso dubbi sulla veridicità dei dati e sulla trasparenza delle procedure. L’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, non ha ancora reso pubblici i risultati dei controlli effettuati.
Chiesta una soluzione definitiva
Il Comitato San Domenico ha chiesto un tavolo permanente in Prefettura per monitorare e risolvere definitivamente la situazione. “L’8 settembre andremo al Tar”, ha detto D’Andrea. Le associazioni come il Wwf e Legambiente hanno sottolineato l’importanza di garantire la conformità dell’impianto alle normative. I cittadini, però, non accettano più soluzioni parziali e richiedono risposte certe e chiare. La protesta di Benevento rappresenta un caso emblematico di conflitto tra sviluppo sostenibile e tutela della salute pubblica, con una comunità che chiede interventi concreti e tempestivi.
La comunità chiede un cronoprogramma certo e un controllo continuo.
Il sindaco di Pietrelcina, Salvatore Mazzone, ha espresso preoccupazione per il dramma vissuto dai cittadini, sottolineando che la qualità della vita è compromessa. “Stiamo valutando per proporre in sede civile un risarcimento del danno dal punto di vista turistico”, ha detto Mazzone. Il sindaco di Pesco Sannita, Nicola Gentile, ha chiesto che l’impianto funzioni correttamente e venga ripristinato al progetto originale. L’opposizione del comune di Benevento ha espresso contrarietà alle dichiarazioni del vice sindaco, richiedendo un accesso totale al carteggio relativo all’impianto di biometano.
La protesta di Benevento ha visto la partecipazione di associazioni ambientaliste come il Wwf e Legambiente, che hanno sottolineato l’importanza di garantire la conformità dell’impianto alle normative. I cittadini, però, non accettano più soluzioni parziali e richiedono risposte certe e chiare. La situazione rappresenta un caso emblematico di conflitto tra sviluppo sostenibile e tutela della salute pubblica, con una comunità che chiede interventi concreti e tempestivi.
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