Discarica Burgesi, Comitato No Burgesi denuncia gestione ambientale e chiede intervento europeo

Comitato No Burgesi presenta denuncia alla Commissione europea per la gestione ambientale della discarica Burgesi.

Comitato No Burgesi presenta denuncia alla Commissione europea per la gestione ambientale della discarica Burgesi
Comitato No Burgesi presenta denuncia alla Commissione europea per la gestione ambientale della discarica Burgesi

Il Comitato No Burgesi ha presentato un esposto formale alla Commissione europea, denunciando la gestione ambientale della discarica Burgesi e sollecitando un intervento istituzionale per garantire la tutela del territorio pugliese. L’associazione, attiva nel Salento, ha evidenziato criticità sistemiche nella gestione dei rifiuti e nella protezione dell’ambiente, con particolare attenzione all’area di Burgesi, tra Ugento e Presicce-Acquarica. L’esposto è stato acquisito dagli uffici comunitari, che hanno avviato l’esame della documentazione in base alla normativa europea vigente, assegnando alla pratica il numero CPLT (2026) 02353.

Discarica Burgesi e rischi per la falda acquifera

L’area di Burgesi, ex discarica dismessa, è stata indicata come punto critico per la gestione dei rifiuti, con accumulo di oltre un milione di tonnellate di rifiuti nel corso degli anni. L’associazione ha sottolineato che il sito è stato oggetto di indagini giudiziarie per la presenza di policlorobifenili (PCB) nel percolato, e che l’area continua a essere monitorata dall’Arpa Puglia. Questo ha alimentato le preoccupazioni dei residenti, soprattutto per la tutela della falda acquifera. Tra i punti contestati figura anche l’impianto di trattamento meccanico situato accanto alla discarica, la cui chiusura era prevista nel 2024.

Scelte regionali e ricorsi per la gestione emergenziale

Secondo il Comitato No Burgesi, la scelta della Regione Puglia di utilizzare l’area come discarica di soccorso, attraverso la deliberazione di Giunta n. 130 del 2025, prevedendo una sopraelevazione destinata a ospitare circa 195mila metri cubi di rifiuti indifferenziati fino al 2027, rappresenta una soluzione emergenziale che ha già dato origine a ricorsi davanti al Tar. I Comuni di Ugento e Presicce-Acquarica, insieme all’associazione, hanno promosso tali ricorsi, evidenziando la mancanza di una pianificazione strutturale e trasparente.

Il ricorso continuo a misure emergenziali potrebbe risultare incompatibile con diversi principi del diritto europeo.

Il Comitato ha anche richiamato altre vicende ambientali che interessano il territorio salentino e pugliese, tra cui l’inchiesta antimafia sull’impianto Ecolio 2 e le problematiche relative agli impianti di Poggiardo e Corigliano, quest’ultimo situato in prossimità di un serbatoio idropotabile. L’associazione ha sottolineato come il ricorso continuo a misure emergenziali possa risultare incompatibile con diversi principi del diritto europeo, a partire dalle direttive sulla gestione dei rifiuti e sulle discariche, dal principio di precauzione sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, fino alle norme sulla valutazione di impatto ambientale, sulla tutela degli habitat naturali, sulla protezione penale dell’ambiente e sui diritti di partecipazione e informazione dei cittadini previsti dalla Convenzione di Aarhus.

  • Esposizione alla Commissione europea per la gestione ambientale della discarica Burgesi.
  • Accumulo di oltre un milione di tonnellate di rifiuti nell’area.
  • Monitoraggio dell’Arpa Puglia per la tutela della falda acquifera.
  • Ricorsi davanti al Tar per la scelta di utilizzare l’area come discarica di soccorso.
  • Richiamo a altre vicende ambientali nel Salento e in Puglia.

Il Comitato No Burgesi ha ribadito la necessità di una gestione dei rifiuti conforme alla normativa europea, con un’attenzione particolare alla protezione dell’ambiente e dei diritti dei cittadini. L’interesse della Commissione europea per la questione potrebbe rappresentare un passo importante per la tutela del territorio e per la risoluzione delle criticità segnalate. L’attenzione si concentrerà ora sull’esame della documentazione e sulle eventuali misure da adottare per garantire una gestione sostenibile e conforme alle normative vigenti.