Diesel in aumento, proroga dei mini-tagli per evitare lo scalino dei 17 centesimi

Governo proroga sconto sul diesel per evitare aumento, cerca aiuti mirati alle fasce deboli

Governo italiano proroga sconto sul diesel per evitare aumento, cerca aiuti mirati alle fasce deboli
Governo italiano proroga sconto sul diesel per evitare aumento, cerca aiuti mirati alle fasce deboli

Il governo italiano ha deciso di prorogare per pochi giorni il sconto sul diesel, per evitare lo scalino dei 17 centesimi, e sta cercando di spostare l’attenzione verso una strategia più mirata per aiutare le fasce più deboli. La decisione è stata annunciata in vista della scadenza del decreto, con l’obiettivo di limitare l’impatto del caro carburante e di iniziare una transizione verso interventi più selettivi. Il vertice tra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani e Matteo Salvini ha segnato un compromesso tra le diverse posizioni politiche, con l’obiettivo di trovare una soluzione sostenibile e equa.

Un’ultima proroga per evitare l’aumento

La proroga del sconto sul diesel, che permette di evitare un aumento di 17 centesimi al litro, è stata approvata per pochi giorni, con l’obiettivo di guadagnare tempo per trovare una soluzione più duratura. Il governo ha già impegnato circa 2,6 miliardi di euro per alleggerire le accise dal 18 marzo, con un costo di circa 13 milioni al giorno. L’ultimo decreto, valido dal 7 al 24 agosto, ha costato 232 milioni, quasi 13 milioni al giorno, con ulteriori 20,8 milioni di extragettito Iva che hanno coperto il 25 e il 26 agosto. Prolungare uno sconto generalizzato vale ormai circa un miliardo al mese, un costo che non può essere sostenuto a lungo termine.

Il governo cerca di spostare l’attenzione verso interventi più mirati. La strategia in corso prevede un passaggio dall’emergenza estiva a una strategia più strutturata, con l’obiettivo di concentrare i benefici su chi ne ha maggiormente bisogno. La transizione, però, richiederà una decisione su chi dovrà pagare e con quali strumenti, un tema che rimane aperto.

Un compromesso tra diverse posizioni

Salvini ha rilanciato la richiesta di un contributo da parte delle banche e delle aziende energetiche, mentre Tajani resta contrario a nuove tasse, ma apre a un contributo concordato con le imprese. Il governo cerca quindi di tenere insieme le richieste dei partiti e i margini di bilancio strettissimi. La scelta di spostare il dossier a Bruxelles evita per ora lo scontro interno e il rischio politico di apparire in rincorsa sulla proposta di Schlein. Il governo preferisce un intervento europeo sulle compagnie petrolifere. La Commissione ha ricordato che gli Stati possono già tassare autonomamente i profitti straordinari, ma il governo italiano sostiene che una misura solo nazionale potrebbe penalizzare chi opera nel Paese rispetto ai concorrenti. La lettera firmata con Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna è stata indirizzata alla presidenza irlandese dell’Ecofin per aprire un negoziato politico, con l’obiettivo di allargare il fronte di supporto.

Il vertice ha anche consolidato la posizione del governo, che preferisce un intervento europeo sulle compagnie petrolifere e energetiche. La scelta serve a tenere insieme la maggioranza e a evitare scontri interni. Il governo continua a guardare all’adesione della Germania come segnale che il fronte può allargarsi. La strategia del governo è quindi di iniziare una transizione, passando dall’accisa tagliata per tutti a una protezione più selettiva, con l’obiettivo di affrontare l’emergenza energetica in modo sostenibile.