Siccità e grandine distruggono i pomodori, manodopera dimezzata in Emilia-Romagna

Siccità, grandine e cuneo salino danneggiano i pomodori, dimezzata la manodopera in Emilia-Romagna.

Campi di pomodori distrutti da grandine e siccità, agricoltori lamentano dimezzamento della manodopera
Campi di pomodori distrutti da grandine e siccità, agricoltori lamentano dimezzamento della manodopera

Un’estate senza fine per gli agricoltori

L’estate del 2026 si è rivelata una delle peggiori nella storia dell’agricoltura emiliana. Siccità, cuneo salino e una serie di grandinate hanno distrutto migliaia di ettari di pomodoro, con conseguenze devastanti per la produzione e l’occupazione. Secondo Michele Mangolini, agricoltore e presidente della cooperativa Casa Mesola, la stagione è stata “da dimenticare”, con un calo del 50% dell’occupazione. Almeno il 50% in meno dell’occupazione, questo è stato uno dei risultati di una stagione da dimenticare, l’anno peggiore in assoluto per questa coltura da quando ho memoria, ha dichiarato.

Grandine e siccità: un doppio colpo

Oltre 500 ettari di pomodoro sono stati danneggiati, di cui 380 distrutti dalla grandine. “Sì, magari anche in altre annate ci siamo misurati con una forte ondata di calore”, ha spiegato Mangolini, “ma temperature che bruciano, il sale nel terreno e la grandine insieme. Così, mai”. Le grandinate, descritte come “chicchi come palline da golf”, hanno colpito in modo devastante le colture, con alcuni campi abbandonati a causa del danno irreparabile. “In alcuni campi il prodotto era così danneggiato che era inutile portare avanti la produzione, sono stati abbandonati”, ha aggiunto.

La siccità e il cuneo salino, che si è avvicinato a 30 chilometri dalla foce, hanno reso la situazione ancora più critica. “E’ per alcuni periodi, proprio per la presenza del cuneo salino, non siamo nemmeno stati in grado di irrigare. Qui siamo a 18 chilometri dalla foce, il sale è arrivato presto”, ha spiegato Mangolini. La combinazione di questi fattori ha portato a un danno estremo, con conseguenze a catena per l’intero settore.

Costi elevati e perdite economiche

La produzione di pomodoro richiede un investimento elevato, con costi che arrivano a 8mila euro per ettaro. “Prima ancora di iniziare la raccolta, tra lavorazioni, impianto, irrigazione e trattamenti, su un ettaro di pomodoro possono essere già stati sostenuti costi nell’ordine degli 8mila euro”, ha spiegato Mangolini. Quando una grandinata azzera la produzione, la perdita diventa enorme. “Dove non abbiamo avuto grandine la produzione è discreta, nella media, e la qualità è buona”, ha detto Cristiano Salvagnin, titolare di un’azienda associata a Confagricoltura Ferrara. Tuttavia, nella parte dell’azienda verso Fiscaglia, una grandinata ha causato perdite significative.

Un’emergenza occupazionale e climatica

La situazione ha portato a una riduzione del 50% dell’occupazione nel settore. Il taglio dell’occupazione sotto i colpi del clima è stato sicuramente del 50%, non di meno, ha affermato Mangolini. L’emergenza si estende anche alla filiera agroalimentare, con il rischio di una “cassa integrazione climatica” legata alla mancanza d’acqua. “Oltre alla cassa integrazione causata dal caldo estremo, rischiamo una sorta di ’cassa integrazione climatica’ legata alla mancanza d’acqua lungo tutta la filiera agroalimentare”, ha spiegato Confcooperative Romagna-Estense. La siccità, il cuneo salino e le grandinate hanno messo in ginocchio gli agricoltori, con conseguenze economiche e sociali profonde.

La siccità ha colpito circa 9mila ettari su una superficie di 30mila in tutta l’Emilia-Romagna. Ferrara, al secondo posto in regione dietro Piacenza, ha visto un impatto significativo sul settore agricolo. La combinazione di caldo estremo, grandinate e cuneo salino ha reso la stagione 2026 una delle peggiori nella storia recente. Gli agricoltori lamentano un calo del 50% dell’occupazione e perdite economiche enormi, con un impatto a catena su tutta la filiera. La situazione richiede interventi urgenti per mitigare i danni e supportare gli agricoltori.