Nuoto 4×100 sl, l’Italia non è finita. Da chi ripartire verso Los Angeles 2028
L’Italia non è finita nel nuoto 4×100 sl. Da chi ripartire per Los Angeles 2028? Nuotatori giovani e scelte strategiche chiudono il discorso.

Durante la quarta giornata degli Europei in vasca lunga di Parigi 2026, l’Italia ha registrato prestazioni ottime ma anche una nota negativa. La staffetta 4×100 stile libero maschile, in passato protagonista di podi olimpici, mondiali e europei, ha mancato la qualificazione per la finale. Il quartetto formato da Alessandro Miressi (49.13), Manuel Frigo (49.38), Lorenzo Ballarati (48.64) e Leonardo Deplano (48.44) ha concluso con un tempo di 3:15.59, undicesima posizione in Europa. Nonostante i risultati, il team ha mostrato una capacità di adattamento e di rimanere competitivo, anche se non ha raggiunto i traguardi attesi.
Un futuro in vista, grazie ai giovani
La squadra azzurra ha dimostrato che il futuro è in mano ai nuotatori più giovani. A sostenerlo è il successo della staffetta degli Atleti Neutrali, che ha stabilito un record del mondo juniores con un tempo di 3:12.75. Questo risultato, ottenuto grazie alle prestazioni di Cristian Tassan-Caser (49.49), Andrea Lucarelli (48.92), Damiano Cappellazzo (48.65) e Francesco Ceolin (48.40), ha messo in luce la potenzialità di una generazione in crescita. I quattro atleti, nati rispettivamente nel 2008, hanno dimostrato di essere pronti a prendere il posto dei veterani.
Un dato tutt’altro che trascurabile è il fatto che la squadra azzurra ha schierato due formazioni giovanili capaci di conquistare due argenti consecutivi tra Europei e Mondiali Juniores. Questo ha dimostrato che i nuotatori più giovani sono pronti a prendere il testimone. La formazione italiana ha ottenuto il titolo di vicecampionessa europea con un tempo di 3:15.46, inferiore a quello della staffetta senior. Questo risultato, pur non superando il record del mondo juniores, ha dimostrato che i nuotatori più giovani sono pronti a prendere il testimone.
Un ricambio generazionale necessario
Il problema principale rimane il mancato ricambio generazionale. I nuotatori che hanno portato l’Italia ai vertici negli ultimi anni, come Miressi, Frigo, Ballarati e Deplano, sono ormai nella fase di declino. La mancanza di un centista tra i nati tra il 2002 e il 2006 rappresenta un vuoto che dovrà essere colmato. La squadra, pur mantenendo le colonne portanti, ha visto alternarsi nuotatori come Paolo Conte Bonin, Lorenzo Zazzeri e altri che hanno contribuito a mantenere la competitività. Per il futuro, sarà necessario investire nella formazione giovanile e dare loro spazio per crescere.
Un primo passo potrebbe essere l’analisi dei risultati ottenuti dai giovani azzurri nei Campionati Europei Juniores di Monaco e nei Mondiali Juniores 2025. La formazione italiana ha ottenuto il titolo di vicecampionessa europea con un tempo di 3:15.46, inferiore a quello della staffetta senior. Questo risultato, pur non superando il record del mondo juniores, ha dimostrato che i nuotatori più giovani sono pronti a prendere il testimone. L’obiettivo non è sostituire in fretta i protagonisti storici, ma costruire una squadra che possa competere a Los Angeles 2028.
La strada da percorrere è lunga, ma i segnali sono positivi. La squadra azzurra ha dimostrato di poter rimanere tra i migliori del mondo, anche se non ha raggiunto i traguardi attesi. Il lavoro degli allenatori, la fiducia nei giovani e la capacità di adattarsi alle nuove sfide saranno i fattori chiave per il futuro. L’Italia non è finita, ma deve iniziare a guardare oltre i suoi protagonisti storici e investire nella prossima generazione. La squadra azzurra ha dimostrato di poter rimanere tra i migliori del mondo. Il lavoro degli allenatori, la fiducia nei giovani e la capacità di adattarsi alle nuove sfide saranno i fattori chiave per il futuro.
