San Lorenzo, Mandello si riempie di folla per i fuochi di fine estate

Mandello celebra San Lorenzo con folla e fuochi dopo l’incendio sul Moregallo

Folla sul lago di Mandello per i fuochi di San Lorenzo, con riflessioni religiose e tradizioni locali
Folla sul lago di Mandello per i fuochi di San Lorenzo, con riflessioni religiose e tradizioni locali

Il 11 agosto 2026, Mandello ha visto migliaia di persone riunirsi lungo il lago per assistere al gran finale della festa patronale di San Lorenzo. Dopo i giorni di apprensione legati all’incendio sul Moregallo, il paese ha potuto godere fino in fondo uno degli appuntamenti simbolo della sua estate. La folla si è riversata sul lungolago, a Mandello Basso e nell’oratorio, per vivere un evento che ha unito tradizione, religiosità e spettacolo. La notte si è colorita di fuochi d’artificio, mentre la comunità ha trovato nel lago un simbolo di identità e lavoro.

Un evento che torna dopo un periodo di tensione

Dopo l’incendio sul Moregallo, che aveva tenuto con il fiato sospeso l’intero territorio, Mandello ha potuto finalmente tornare a guardare il cielo per meravigliarsi. La festa di San Lorenzo, tradizionale e radicata nella cultura locale, è stata ripresa con una certa apprensione, a causa delle verifiche di sicurezza necessarie per garantire la realizzazione dei fuochi. Solo dopo l’approvazione delle autorità e dei professionisti coinvolti, l’evento è potuto svolgersi come sempre. La notte del 11 agosto ha visto il cielo illuminarsi di colori e luce, mentre il lago ha riflesso ogni sfumatura, creando un’immagine unica e suggestiva.

La celebrazione ha visto la partecipazione di quattro sacerdoti, ricordati per importanti anniversari di ordinazione. Tra loro, don Mario Tamola, che festeggia 60 anni di sacerdozio, e altri tre religiosi che hanno condiviso la loro storia. La messa solenne, la processione e la benedizione del lago hanno dato inizio a una giornata che ha unito devozione e tradizione. Durante la predica, don Giuliano Zanotta ha sottolineato l’importanza del servizio, ricordando che San Lorenzo era un diacono e che il ministero non deve diventare una ricerca di prestigio o potere.

Un diacono serve se serve. Se non serve, a cosa serve?

La frase, ripetuta durante la predica, è diventata il filo conduttore della riflessione. San Lorenzo era un diacono e “diacono”, è stato ricordato, significa prima di tutto servitore. Non una questione di ruoli o gerarchie, dunque, ma di atteggiamento. Di capacità di mettersi a disposizione degli altri, senza trasformare il ministero in una ricerca di prestigio o di potere. Il richiamo è stato rivolto anche ai sacerdoti festeggiati: “Ogni prete rimane servo”, è stato sottolineato, ricordando come dietro percorsi diversi (la parrocchia, la missione, la vita religiosa) debba restare la stessa disponibilità verso le persone.

Un momento di condivisione e di tradizione

La folla, composta da famiglie, residenti e turisti, ha accompagnato la festa fino a sera. Il lago è diventato il punto focale, con la folla che si è riversata lungo la riva per assistere all’evento. Le bancarelle della fiera, le Lucie sul lago e la musica hanno animato il pomeriggio, mentre la sera si è spostato il movimento verso l’oratorio, che è diventato un cuore della patronale riempendosi di cibo, musica e balli. Con l’arrivo del buio, i fuochi d’artificio hanno acceso il cielo, illuminando le montagne e riflettendosi sull’acqua.

Poi, all’improvviso, di nuovo il buio. Sono tornate le voci, il rumore dei passi, il movimento della folla che lentamente ha ricominciato ad attraversare Mandello Basso. La festa si è sciolta poco alla volta. Una giornata capace di tenere insieme la devozione per il patrono e la voglia di festa, gli anniversari dei sacerdoti e le tradizioni popolari, il paese e il suo lago. E dopo i giorni in cui gli occhi erano rimasti puntati con preoccupazione verso il Moregallo, Mandello ha potuto finalmente tornare a guardare il cielo soltanto per meravigliarsi.