L’Ex CISS di Pergusa: Un simbolo di spreco e disfunzione istituzionale

Un edificio abbandonato a Pergusa rappresenta un simbolo di spreco e disfunzione istituziale in Sicilia.

Un edificio abbandonato a Pergusa, con segni di degrado, rappresenta un simbolo di spreco e disfunzione istituziale
Un edificio abbandonato a Pergusa, con segni di degrado, rappresenta un simbolo di spreco e disfunzione istituziale

Il 10 agosto 2026, a Pergusa, in provincia di Enna, si svolge un dibattito pubblico su un tema che coinvolge la gestione delle risorse pubbliche e la responsabilità istituziale. L’edificio ex CISS, un’opera di grandi dimensioni, rimane inutilizzato e in stato di abbandono, diventando un simbolo di spreco e disfunzione. La struttura, che avrebbe dovuto diventare un centro di riabilitazione d’eccellenza, oggi è ridotta a un ambulatorio per cure palliative, mentre i cittadini sono costretti a viaggiare per ottenere cure. L’ASP di Enna, che dovrebbe garantire servizi sanitari, continua a pagare una guardiania per evitare che l’edificio venga danneggiato, pur non utilizzandolo pienamente.

Un fallimento istituzionale

Il divario tra le potenzialità di questa struttura e il suo reale utilizzo rappresenta un insulto alla pianificazione della spesa pubblica. Dopo l’impiego di ingenti somme di denaro dei contribuenti, il risultato è un deserto operativo che grida scandalo. Il silenzio dei rappresentanti del territorio, tra cui i deputati regionali, è assordante e sembra indicare una complicità tacita. Mentre i cittadini sono costretti a fare i “viaggi della speranza” verso altre province o regioni, i rappresentanti delle istituzioni non reagiscono. L’Avvocato Carmelo Mirisciotti, referente del Comitato Costituente di Futuro Nazionale, ha lanciato un ultimatum: se l’ASP di Enna non è in grado di onorare il proprio mandato, deve farsi da parte.

La comunità non accetterà più risposte elusive sulla “sicurezza” garantita dalla guardiania: un edificio sicuro ma vuoto resta un fallimento. Il Dott. Mario Zappia, direttore generale dell’ASP di Enna, è stato chiamato a rispondere alle accuse di indifferenza e mancanza di azione. La responsabilità non può essere delegata a chi non agisce. La battaglia per la dignità sanitaria di Enna è appena iniziata, e il dibattito pubblico su questo tema potrebbe diventare un punto di riferimento per altre città in difficoltà.

Due strade obbligate

La soluzione proposta dal Comitato Costituente di Futuro Nazionale prevede due opzioni: la restituzione immediata dell’immobile al Comune di Enna o la sua cessione all’Università Kore. La prima opzione permetterebbe all’amministrazione locale di trovare una destinazione d’uso che non sia un insulto alla cittadinanza. La seconda, invece, offrirebbe una soluzione concreta, trasformando un monumento allo spreco in un volano di sviluppo accademico e scientifico. Non si può permettere che un’opera di grandi dimensioni resti un fantasma di cemento.

Il manufatto deve tornare nella piena disponibilità del Comune di Enna, affinché l’amministrazione locale possa individuare una destinazione d’uso che non sia un insulto alla cittadinanza. La cessione all’Università Kore, ente in costante fase di potenziamento del proprio quadro edilizio, potrebbe rappresentare una soluzione concreta e innovativa. La comunità attende una risposta chiara e determinata, non solo dichiarazioni vuote o proclami senza azione.