Caldo estremo e aule roventi: il rischio per le scuole in autunno e le soluzioni possibili
Aule roventi a settembre, ondate di calore e soluzioni per l’aria condizionata a scuola. Possibili modifiche al calendario e interventi sugli edifici.

Le ondate di calore che stanno interessando l’Europa, in particolare l’Italia, mettono in allarme per la prossima ripresa delle lezioni. Tra meno di tre settimane, i primi studenti che dovranno recuperare materie torneranno a scuola, e il rischio è di trovare aule roventi, con temperature elevate che potrebbero compromettere il benessere e la concentrazione degli studenti. L’aria condizionata a scuola, pur essendo una soluzione ideale, non è considerata una soluzione immediata o fattibile per molti motivi economici, tecnici e organizzativi.
Le soluzioni provvisorie e le alternative in Europa
In alcuni Paesi europei, come la Spagna e il Belgio, si stanno sperimentando soluzioni provvisorie per affrontare il problema del caldo nelle scuole. In Spagna, ad esempio, si è provveduto a modificare gli orari di ingresso e uscita, anticipando l’ingresso alle 8 invece che alle 8:30 e l’uscita alle 15 invece che alle 16:30. In Belgio, si stanno dotando le aule di termometri per monitorare i livelli di temperatura e evitare che superino le soglie di pericolosità. In Francia, invece, le lezioni sono state sospese in anticipo, a fine giugno e inizio luglio, per evitare l’esposizione al caldo.
Un’altra opzione, suggerita da esperti, è migliorare l’isolamento termico degli edifici. Prevedere pareti più spesse e isolanti potrebbe ridurre il bisogno di condizionamento, ma richiederebbe investimenti e tempo. L’Italia, con circa 40mila edifici scolastici, non ha ancora affrontato in modo strutturale il problema, e le soluzioni a breve termine sono limitate.
Le sfide dell’edilizia scolastica e i costi dell’installazione
La soluzione a lungo termine, però, richiederebbe un intervento su tutta l’edilizia scolastica italiana. Secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi (ANP), l’Italia ha circa 400 mila aule, in parte in diminuzione a causa del decremento demografico. L’installazione di impianti di condizionamento richiederebbe investimenti significativi, con costi che potrebbero raggiungere circa 1 Gigawatt ora di consumo elettrico. Inoltre, l’adeguamento degli impianti esistenti potrebbe non essere possibile, a causa della mancanza di potenza e della necessità di manutenzione annuale dei filtri per evitare malattie respiratorie e allergie. Un’altra opzione, suggerita da esperti, è migliorare l’isolamento termico degli edifici. Prevedere pareti più spesse e isolanti potrebbe ridurre il bisogno di condizionamento, ma richiederebbe investimenti e tempo. L’Italia, con circa 40mila edifici scolastici, non ha ancora affrontato in modo strutturale il problema, e le soluzioni a breve termine sono limitate.
La manutenzione e la gestione degli impianti sono fondamentali per garantire un ambiente sano e confortevole.
Le scuole italiane, infatti, sono spesso antiquate e, anche quando sono di più recente costruzione, esistono problemi di coibentazione. In inverno a volte sono fin troppo riscaldate, ma almeno si può intervenire riducendo la temperatura. D’estate, invece, servirebbero condizionatori, ma l’installazione comporta una serie di problemi. La prima è di natura economica: in Italia ci sono 400 mila aule, in parte in diminuzione a causa del decremento demografico. Si dovrebbe prevedere l’acquisto di impianti e già questa è una prima spesa.
Le soluzioni a lungo termine richiedono investimenti strutturali e una pianificazione a lungo termine.
