Boschi del Friuli più secchi e fragili a causa della crisi climatica, esperto: il pascolo intensivo aumenta il rischio incendi
Boschi del Friuli più secchi e fragili a causa della crisi climatica, esperto: il pascolo intensivo aumenta il rischio incendi

Il Friuli Venezia Giulia vive un periodo di transizione climatica che sta modificando profondamente la sua vegetazione. Secondo il naturalista e zoologo Nicola Bressi, esperto del territorio, le foreste stanno cambiando e si stanno diffondendo molte specie aliene, causando un degrado del suolo e un aumento del rischio di incendi. L’esperto ha sottolineato come il pascolo intensivo, in particolare da parte di animali come le capre, possa alterare l’equilibrio naturale del bosco, favorendo la formazione di vegetazione secca e quindi la propagazione degli incendi. Questi fenomeni, spesso sottovalutati, stanno diventando una preoccupazione crescente per la regione.
Il pascolo intensivo e il rischio incendi
Secondo Bressi, il pascolo intensivo, che si verifica quando gli animali si spostano in modo continuo nel bosco, può portare a un disseccamento della vegetazione e a un aumento del rischio di incendi. “Animali come le capre scortecciano gli alberi causando il disseccamento della pianta, mangiano piante verdi ma tralasciano quelle secche alterando l’equilibrio naturale e favorendo l’innesco o la propagazione degli incendi”, ha spiegato l’esperto. Questo fenomeno, in particolare nei boschi del Carso, sta contribuendo a una maggiore fragilità del territorio.
Il pascolo intensivo rende il bosco più secco e sensibile agli incendi. Bressi ha sottolineato come il continuo spostamento degli animali nel bosco possa portare alla rimozione del fogliame e alla formazione di accumuli d’acqua in caso di pioggia forte, che finiscono col dilavare il terreno. Questo processo, se non controllato, può rendere il bosco più secco e quindi più esposto al rischio di incendi.
Le specie aliene e il cambiamento climatico
Il cambiamento climatico sta influenzando non solo la distribuzione delle specie vegetali, ma anche la capacità di rinnovamento delle foreste. Bressi ha sottolineato che alcune specie, come le querce e i caprini, non riescono più a rinnovarsi a causa del caldo e della siccità degli ultimi anni. “Le piante giovani muoiono non riuscendo a sostenere il caldo e la siccità degli ultimi anni”, ha detto. Questo ha portato a una sostituzione di alcune specie con altre più resistenti, come il frassino o l’orniello, creando una fisionomia boschiva diversa da quella storica.
Le specie aliene stanno modificando l’ecosistema. La presenza di specie non native, spesso più resistenti alle condizioni climatiche estreme, sta riducendo la biodiversità e alterando l’equilibrio naturale. “Il bosco del Carso non si rinnova più a causa del clima”, ha affermato Bressi, sottolineando come il cambiamento climatico stia portando a una trasformazione radicale del paesaggio. Un altro aspetto critico è la presenza di specie aliene, che si stanno diffondendo nel territorio. Queste specie, spesso più resistenti alle condizioni climatiche estreme, stanno modificando l’ecosistema e riducendo la biodiversità. “Il bosco del Carso non si rinnova più a causa del clima”, ha affermato Bressi, sottolineando come il cambiamento climatico stia portando a una trasformazione radicale del paesaggio.
Le conseguenze del degrado boschivo sono multiple e preoccupanti. L’esperto ha spiegato che i pini neri piantati durante l’epoca austriaca, ad esempio, sono in sofferenza a causa della siccità e del caldo. “Con il tempo, queste conifere diventano piene di resina, quindi sono come dei ‘bidoni di benzina’ ad alto rischio”, ha concluso Bressi. Questo aumento del rischio di incendi sta mettendo in pericolo non solo le foreste, ma anche le comunità locali e l’ambiente circostante.
