Marco Cavanna, il psicologo delle api che unisce natura e benessere

Marco Cavanna, apicoltore e psicologo in Alto Oltrepò, crea esperienze sensoriali con le api e promuove il benessere attraverso il contatto con la natura.

Un apicoltore in Alto Oltrepò accompagna visitatori in esperienze sensoriali con le api, promuovendo il benessere e la connessione con la natura
Un apicoltore in Alto Oltrepò accompagna visitatori in esperienze sensoriali con le api, promuovendo il benessere e la connessione con la natura

Marco Cavanna, un giovane apicoltore dell’Alto Oltrepò pavese, si presenta come un vero e proprio “psicologo delle api”, un titolo che non è frutto di una trovata pubblicitaria ma che riflette la sua passione e la sua professione. Con un’attività che unisce la produzione di miele artigianale a esperienze immersive per adulti e bambini, Cavanna ha creato un’esperienza unica che permette di avvicinarsi al mondo delle api in totale sicurezza. L’idea nasce da due vecchie arnie e si è sviluppata in un progetto che coinvolge psicologia, apicoltura e social media, portando a migliaia di persone un’esperienza sensoriale e un contatto con la natura.

Un lavoro che unisce psicologia e apicoltura

Marco Cavanna, iscritto all’albo come psicologo, ha scelto di integrare la sua formazione con il lavoro tra arnie, sciami e fioriture. L’esperienza con le api lo ha portato a comprendere il loro modo di cooperare, le regole sociali e la capacità di reagire all’ambiente. «Mi interessa l’intelligenza che c’è dietro ogni loro gesto, ma sopratti il tipo di connessione che nasce quando ci stai davvero», spiega. L’interazione con le api non è solo un lavoro, ma un modo per ritrovare equilibrio e benessere. Non era più soltanto un’attività, ma qualcosa che mi faceva stare bene, racconta.

Il segnale che quella passione potesse diventare una strada è arrivato anche dalle persone che lo osservavano lavorare. «Ho iniziato a capirlo quando gli altri mi dicevano: “Si vede la passione che ci metti”», spiega. Oggi è uno psicologo iscritto all’albo e un apicoltore: due mondi diversi, ma molto più vicini di quanto possa sembrare. Delle api Cavanna studia il modo di cooperare, le regole sociali, la capacità di organizzarsi e di reagire all’ambiente.

Le esperienze sensoriali nell’alveare

Un’innovazione del progetto di Cavanna è l’alveare sensoriale, una struttura in legno collegata alle arnie ma separata dagli insetti. Gli ospiti possono distendersi e percepire il ronzio, le vibrazioni e gli aromi provenienti dall’alveare senza entrare in contatto diretto con le api. «Non è una semplice pausa: è uno spazio nel quale fermarsi davvero. Ti sdrai, ascolti, respiri e, piano piano, il ritmo cambia», spiega. L’esperienza dura circa un’ora e serve soltanto un abbigliamento comodo. Il tempo lontano dal rumore permette di rilassarsi e ritrovare un po’ di ordine dentro di sé. Il progetto ha visto l’inaugurazione del primo Apiario del Benessere nel 2021, come prima struttura di questo tipo in Lombardia. Da allora, l’attività si è sviluppata insieme alle esperienze dedicate ai visitatori, creando un’esperienza unica che unisce la natura, la psicologia e l’innovazione. «Vorrei che chi viene a trovarmi uscisse con qualcosa che resta: un ricordo, una sensazione, un piccolo cambiamento. E magari anche con un po’ di stupore in più per questo mondo», conclude Cavanna.

La produzione di miele è al centro del progetto di Cavanna. Le arnie si trovano tra le colline e i boschi dell’area montana oltrepadana, in un paesaggio nel quale le diverse fioriture imprimono caratteristiche riconoscibili ai prodotti dell’alveare. Tra le varietà proposte figurano miele millefiori di montagna, castagno, acacia e tiglio, insieme a miele in favo e polline. Ogni vasetto diventa così il racconto di una stagione, del clima e della vegetazione incontrata dalle api. «Credo nel potenziale che il contatto con le api e con la natura può avere sul benessere delle persone», afferma.

Il miele non è solo un prodotto, ma un’esperienza. Cavanna offre ai visitatori l’opportunità di assaggiare il miele che produce, vivere un’esperienza da apicoltore per un giorno o regalare qualcosa di diverso dal solito. L’obiettivo è permettere alle persone di comprendere il lavoro che precede il prodotto finito. «Qui si può assaggiare il miele che produco, vivere un’esperienza da apicoltore per un giorno oppure regalare qualcosa di diverso dal solito», spiega. L’idea è quella di creare un legame tra il visitatore e il mondo delle api, attraverso un’esperienza sensoriale e un contatto con la natura.