UniCredit: dalla Banca di Genova a un gruppo internazionale guidato da Andrea Orcel

UniCredit, guidata da Andrea Orcel, ha una storia lunga oltre 150 anni e si espande a livello internazionale.

UniCredit, la banca guidata da Andrea Orcel, ha una storia che si intreccia con la finanza italiana e internazionale da oltre 150 anni. Nata come Banca di Genova nel 1870, l’istituto ha attraversato fasi di crescita, fusioni e espansione, diventando un gruppo bancario di rilievo a livello europeo. Oggi, con la sua strategia internazionale e la partecipazione in istituti come Commerzbank, UniCredit si trova al centro di dibattiti e manovre che riguardano il rischio bancario e l’evoluzione del settore finanziario.

Le radici e l’espansione internazionale

La storia di UniCredit inizia nel 1870, quando un gruppo di azionisti locali, tra cui esponenti della nobiltà, banchieri e mercanti, fonda la Banca di Genova con un capitale iniziale di due milioni di lire. Nel 1895 l’istituto amplia il proprio raggio d’azione, rileva la Banca Vonwiller di Milano e assume il nome di Credito Italiano, a sottolineare l’ambizione di operare su scala nazionale. Nel 1907 la direzione centrale viene trasferita a Milano, nella nuova sede di piazza Cordusio, mentre la sede legale rimane a Genova.

Negli anni successivi, la banca partecipa a importanti operazioni di sostegno al sistema finanziario italiano e consolida il proprio ruolo nel panorama creditizio nazionale. Nel 1926 contribuisce alla creazione della Banca Nazionale d’Albania e del sistema monetario del Paese, mentre nel 1930 realizza una delle maggiori fusioni bancarie dell’epoca, incorporando la Banca Nazionale di Credito. La crisi del 1929 e le successive riforme del sistema bancario modificano profondamente il quadro nel quale opera il Credito Italiano.

La nascita del gruppo UniCredito Italiano

Negli anni Novanta, con la riorganizzazione del settore bancario e il processo di privatizzazione degli istituti pubblici, il Credito Italiano si trasforma in un gruppo polifunzionale. Nel 1993 diventa la prima Banca di interesse nazionale a essere privatizzata. Il percorso di crescita prosegue con l’acquisizione del controllo del Gruppo Credito Romagnolo nel 1995 e con la successiva nascita di Rolo Banca 1473, risultato dell’integrazione tra Credito Romagnolo e Carimonte Banca. Nel 1998 nasce UniCredito Italiano dall’aggregazione tra il Gruppo Credito Italiano, Rolo Banca 1473 e il gruppo formato da Cassa di Risparmio di Verona, Cassa di Risparmio di Torino e Cassamarca. L’anno successivo il nuovo gruppo riunisce sette banche italiane, tra cui Credito Italiano, Rolo Banca, CariVerona, Banca CRT, Cassamarca e le Casse di risparmio di Trento e Rovereto e di Trieste. È l’inizio di una nuova fase, nella quale la crescita non si limita più al mercato nazionale.

La strategia internazionale di UniCredit ha portato il gruppo a espandersi in Europa centro-orientale e a consolidare la sua presenza globale. Nel 1999 UniCredito Italiano acquisisce Bank Pekao in Polonia, inaugurando una strategia di espansione nell’Europa centro-orientale. Nel 2000 arrivano le acquisizioni di Splitska Banka in Croazia, Pol’nobanka in Slovacchia e Bulbank in Bulgaria. Nello stesso periodo il gruppo rafforza le attività di gestione del risparmio attraverso l’acquisizione di Pioneer Group, con sede a Boston, e lo sviluppo di una struttura internazionale per l’asset management.

Il 2005 segna un passaggio importante: UniCredit si fonde con il gruppo tedesco HVB, nato dall’aggregazione di due importanti banche bavaresi. L’operazione contribuisce alla creazione di un grande gruppo bancario europeo e consolida la presenza dell’istituto italiano sui mercati internazionali. Parallelamente, prosegue la crescita nell’Europa orientale, anche attraverso l’acquisizione di una partecipazione in Yapi Kredi in Turchia da parte del gruppo Koç. Nel 2021 viene nominato il nuovo consiglio di amministrazione, con Pier Carlo Padoan alla presidenza e Andrea Orcel nel ruolo di amministratore delegato. A dicembre il gruppo lancia UniCredit Unlocked, il piano industriale per il triennio 2022-2024, pensato per aprire una nuova fase di crescita e creazione di valore. La strategia punta sullo sviluppo della clientela nelle aree geografiche in cui la banca opera, sulla trasformazione del modello di business e sull’integrazione tra prodotti, servizi e canali di distribuzione.