Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito
Trump critica carenza missili, Hegseth al centro del dibattito

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso la sua frustrazione per la carenza di missili e attrezzature militari a causa della guerra contro l’Iran, con particolare attenzione rivolta al dipartimento della Difesa e al suo capo, Pete Hegseth. La situazione si è intensificata la scorsa settimana, quando Trump ha chiesto spiegazioni a Hegseth sulla grave scarsità di armamenti, secondo quanto ricostruito da fonti informate. L’ira del presidente si è concentrata su accuse di fake news e di mancanza di preparazione, nonostante i dati rivelino un utilizzo massiccio di missili intercettori.

Missili a secco e fake news

Secondo la CNN, a causa del conflitto in Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno utilizzato quasi l’80% delle loro riserve di missili intercettori Thaad e quasi la metà dei Patriot. Questi dati, però, sono stati bollati da Hegseth come fake news, che ha definito “traditrici” e ha minacciato di richiedere lunghe pene detentive a chi ne fosse responsabile. Trump, attraverso il suo social Truth, ha smentito le allarmistiche ricostruzioni, sostenendo che gli Stati Uniti “possiedono enormi quantità di munizioni” e che “grandi quantità sono prodotte e spedite negli USA secondo necessità”.

Trump ha sottolineato che le fake news diffondono voci false e infondate.

Nonostante le tensioni, Trump ha espresso un sostegno esplicito a Hegseth, definendolo “estremamente soddisfatto del lavoro che sta svolgendo”. Il presidente ha anche lodato l’efficacia dell’attacco al Venezuela e ha affermato che la situazione con l’Iran “sta procedendo molto bene”. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la storia una “fake news al 100%”, sottolineando la fiducia del presidente nel segretario della Difesa.

La situazione nel Golfo Persico

Intanto, in attesa dell’ufficializzazione dell’accordo tra Iran e Oman sull’apertura dello Stretto di Hormuz, i corridoi settentrionale e meridionale saranno chiusi, ha riferito Fars News, in base a fonti di Teheran. Tutto il traffico marittimo, inoltre, “confluirà successivamente nel corridoio centrale: l’Iran gestirà l’ingresso, mentre Iran e Oman gestiranno congiuntamente l’uscita”. Se a Roma proseguono i colloqui tra Israele e Libano, decine di soldati delle forze governative yemenite sono morti in un attacco missilistico dei ribelli Houthi nel centro del Paese.

La carenza di missili ha influenzato le decisioni di Trump sul fronte militare.

Le fonti hanno riferito che la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea ha contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi su vasta scala contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso attribuendo la responsabilità al suo vice, Stephen Feinberg. Inoltre, un’analisi di un rapporto del Center for Strategic and International Studies (Csis) ha rivelato un calo significativo dei missili Patriot e Thaad, con un ritardo nella loro sostituzione. La situazione si complica ulteriormente con la riduzione del numero di intercettori disponibili, con un calo che potrebbe richiedere anni per essere ripristinato. Mentre Trump continua a sostenere Hegseth, la questione rimane al centro del dibattito interno e internazionale, con implicazioni dirette sulla strategia militare e sulle relazioni con l’Iran.