Tost: Le nuove regole limitano la libertà di guida dei piloti

Tost critica le nuove normative F1, riducendo la libertà di guida dei piloti come Verstappen.

Un pilota in pista, con la monoposto, mostra un movimento di controllo durante una curva
Un pilota in pista, con la monoposto, mostra un movimento di controllo durante una curva

Il Team Principal ex della Toro Rosso, Franz Tost, ha espresso preoccupazioni sulle nuove normative della Formula 1, affermando che penalizzano piloti come Max Verstappen. Secondo Tost, le regole attuali limitano la libertà di guida, riducendo il margine in cui i piloti possono esprimere il loro talento. L’ex dirigente ha sottolineato come le modifiche alle monoposto, introdotte a partire dal 2022, hanno reso la guida più rigida e meno creativa, a scapito dello stile istintivo di alcuni campioni.

Le nuove regole riducono la libertà di guida

Le monoposto moderne, più lunghe e pesanti, sono basate su un effetto suolo che richiede una gestione precisa del fondo. Hanno cerchi da 18 pollici, sospensioni rigide e un’aderenza che cresce con la velocità, ma cala bruscamente se l’auto si scompone. Tost ha spiegato che questa fisica non perdona, e riduce l’elasticità dello stile di guida. Il risultato è un’auto che si comporta in modo più prevedibile, ma meno reattivo, limitando le possibilità di espressione del pilota. La capacità di guidare di gas si riduce. Con le sospensioni irrigidite e la massa maggiore, le frenate sono più lunghe e i cambi di direzione meno “liberi”. Questo ha reso la guida più tecnica, ma meno intuitiva. Il risultato è un’auto che richiede una gestione precisa, ma non permette più di esprimere il talento in modo spontaneo.

Un talento a mezzo servizio

Secondo Tost, il talento che oggi rimane a mezzo servizio è la capacità di “guidare di gas”: controllare il retrotreno con micro-pattinamenti, far ruotare l’auto in inserimento e tenerla viva in percorrenza con tocchi di acceleratore. Questa abilità, però, non è più così efficace con le nuove monoposto. L’aerodinamica non ama gli angoli di imbardata, e le gomme tollerano poco il calore extra. Il risultato è che lo stile istintivo di piloti come Verstappen viene limato, con margini stretti e rischi più alti.

Il talento di Verstappen si vede meno. In piste stop-and-go come Montreal o Spielberg, attaccare i cordoli per ruotare l’auto era un classico. Oggi lo fai con cautela: una vibrazione di troppo e perdi aderenza dal fondo. In curve medio-veloci, dove un tempo potevi “tenere viva” l’auto con il gas, adesso conviene più pulizia che creatività. Chi ha tanto nel piede destro deve farselo bastare con meno. Tost non parla di nostalgia, ma di spazio d’espressione. Ha sottolineato che, quando le regole irrigidiscono il campo, l’abilità fine diventa più invisibile. Non sparisce, ma si vede meno. Alla fine resta una domanda, semplice e scomoda: vogliamo auto che ti obbligano a non sbagliare, o auto che ti invitano a osare?