Toscana accoglie bambini palestinesi in un incontro simbolo di solidarietà

Toscana accoglie bambini palestinesi in un incontro simbolo di solidarietà

Bambini palestinesi accolti in Toscana durante un incontro di solidarietà
Bambini palestinesi accolti in Toscana durante un incontro di solidarietà

La vicepresidente regionale Mia Diop e l’assessora Alessandra Nardini hanno accolto questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dieci bambine e bambini palestinesi, arrivati in Toscana dal campo profughi di Balata, alle porte di Nablus. L’iniziativa, promossa dal progetto “Ponti di Pace”, ha visto la partecipazione di rappresentanti di Arci Pisa e del Childhood and Tolerance Centre di Nablus, con l’obiettivo di offrire ai giovani palestinesi un’esperienza lontana dal contesto di guerra, favorendo l’incontro con coetanee e coetanei italiani. L’incontro, avvenuto il 29 luglio 2026, ha visto le bambine e i bambini raccontare le loro esperienze di vita in contesti di occupazione e violenza.

Un incontro di solidarietà e di empatia

Le voci dei bambini hanno dato testimonianza della condizione difficile vissuta direttamente sulla propria pelle, assieme a tutto il popolo palestinese. “Vengono nelle nostre case e ci mandano via”, ha detto Farah, una delle bambine presenti. “Non hanno risparmiato nemmeno le nostre scuole”, ha aggiunto. Jacu, un altro bambino, ha ricordato la condizione di profugo “alla quarta generazione”, sottolineando che “il minimo del nostro diritto è vivere senza paura e senza terrore”. Le loro parole hanno suscitato emozione e riflessione, con Diop e Nardini che hanno espresso il loro sostegno e la loro vicinanza al popolo palestinese.

La Toscana ha voluto riconoscere il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi. Diop e Nardini hanno ricordato come la Toscana abbia voluto, tra i primi atti varati dall’attuale giunta, chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina, poiché “è fondamentale riconoscere alle palestinesi e ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione”. L’incontro ha anche visto critiche nette al Board of Peace per Gaza voluto da Trump, definito “una vergogna” e “un ulteriore attacco al diritto internazionale e agli organismi internazionali”. “La pace non si costruisce senza la partecipazione delle palestinesi e dei palestinesi”, ha sottolineato Nardini.

La Toscana e il sostegno alle iniziative di solidarietà

La vicepresidente e l’assessora hanno ringraziato il Comune di San Giuliano Terme, che ha accolto la salma di Marah Abu Zuhri, una giovane palestinese deceduta per denutrizione in ospedale un anno fa, e le comunità locali che hanno supportato il progetto. “Siamo felici e orgogliose di questa visita, abbiamo voluto e proposto che queste bambine e questi bambini palestinesi venissero anche in Regione Toscana per rappresentare la nostra vicinanza, il nostro sostegno, la nostra solidarietà al popolo palestinese”, ha spiegato Nardini.

La Toscana dimostra una volontà di promuovere la pace e i diritti. La Toscana, attraverso questa iniziativa, dimostra una volontà di promuovere la pace e i diritti, anche se il tema della Palestina è sempre meno al centro del dibattito pubblico. “Ascoltare le storie di questi bambini e queste bambine è stato molto emozionante, difficile, pesante, ma penso che sia servito proprio per darci tutta la dimensione della tragedia che si sta consumando ora a Gaza”, ha concluso Diop.

Il progetto “Ponti di Pace” è stato realizzato in collaborazione con il Comitato Arci di Pisa e dell’Alta Val di Cecina, insieme a una rete di enti locali e associazioni del territorio, in collaborazione con il Childhood and Tolerance Centre di Nablus. L’iniziativa, nata su sollecitazione di un gruppo di cittadine e cittadini di Calci e San Giuliano Terme, punta a offrire alle bambine e ai bambini un’esperienza lontana dal contesto della guerra, favorendo l’incontro con le loro coetanee italiane e i loro coetanei italiani.