La battaglia per le preferenze si fa calda, La Russa e Tajani in campo
Dibattito politico sulle preferenze elettorali, La Russa e Tajani in discussione.

Il dibattito sulle preferenze elettorali si fa sempre più acceso nel Senato, con il presidente Ignazio La Russa e il vicepremier Antonio Tajani al centro delle tensioni. L’emendamento sulle intercettazioni a strascico, legato all’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale, è al centro di una discussione delicata che si svolge a ridosso della chiusura estiva dei palazzi. L’emendamento, caldeggiato dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, ma osteggiato da Forza Italia, sembra destinato ad essere accantonato, nonostante il sostegno del presidente del Senato.
La legge elettorale e le preferenze
La legge elettorale rappresenta un nodo cruciale per la maggioranza, con il rischio di una nuova caduta in aula che potrebbe mettere in pericolo la stabilità del governo. Il termine per gli emendamenti è stato slittato al primo settembre alle 12, in modo da permettere un approfondimento politico e tecnico. Il presidente Andrea De Priamo (FdI) ha spiegato che la decisione tiene conto delle audizioni e della necessità di interlocuzioni tra le forze politiche. La legge arriverà in aula il 9 settembre, con il voto finale previsto per il 15.
La formula a cui sta lavorando FdI «non è un arzigogolo ma una mediazione democratica», ha detto La Russa, che ha lanciato segnali con la sua consueta verve. «Le preferenze hanno dei pro e hanno dei contro», ha riflettuto, «la cosa strana è che le manteniamo dove i contro superano i pro, come nei consigli comunali». Insomma, «le abbiamo nel luogo più grande e in quello più piccolo, ma non le abbiamo per le realtà mediane», ha detto, di fatto intestandosi la battaglia per le preferenze e ricordando i suoi emendamenti presentati nelle precedenti legislature.
La tensione tra Tajani e i senatori
Il vicepremier Antonio Tajani ha incontrato i senatori guidati da Stefana Craxi, ma la riunione di ieri si è svolta in un clima decisamente meno favorevole di quanto anticipato. «La riunione si è conclusa con una decisione che possiamo riassumere così: Sì, ma», ha detto Tajani, «abbiamo chiesto già una riunione del tavolo sulla legge elettorale con gli alleati per capire cosa sarà l’emendamento sulle preferenze», in modo che «non ci sia un dibattito una volta presentato l’emendamento, ma arrivare già con un accordo». In sintesi: «L’orientamento è quello di accogliere la proposta, ma meglio vederla prima».
La traduzione politica è che certezze, per ora, gli azzurri non ne danno ma chiedono garanzie «sulle donne», la cui assenza ha armato il braccio dei franchi tiratori alla Camera. I tecnici dei partiti di centrodestra si sono attivati per sciogliere il nodo delle preferenze e dell’alternanza di genere, ma ci potrebbe essere anche un approfondimento sul voto Estero. Nodi che fino ad ora non hanno trovato soluzione.
