Torino 2027, il campo largo si divide: Lo Russo punta al bis, ma la Tav divide sinistra e centrodestra
La campagna elettorale per le comunali di Torino 2027 si apre con divisioni e tensioni. Lo Russo cerca il bis, mentre il centrodestra e i 5 Stelle si contendono la Tav.

La campagna elettorale per le comunali di Torino 2027 si apre con un campo politico diviso. Il sindaco Stefano Lo Russo, leader del centrosinistra, ha annunciato la sua intenzione di ricandidarsi, puntando al bis dopo un mandato di quattro anni. Tuttavia, la sua corsa non è priva di ostacoli. A destra, il centrodestra si muove con FdI, Lega e Forza Italia, mentre i 5 Stelle e Azione cercano di influenzare il dibattito. La Tav, tema centrale del dibattito, sembra essere il primo test per le divisioni tra le forze politiche. La situazione si complica ulteriormente con l’ingresso di Roberto Vannacci nel campo, che ha già annunciato la sua candidatura e aperto le porte a nuove alleanze.
La Tav, il primo test del campo largo
La Torino-Lione, l’opera di trasporto che ha acceso le tensioni in Val di Susa, è diventata il primo tema di confronto tra le forze politiche. Il Pd continua a considerare l’opera strategica, mentre i 5 Stelle e Azione si oppongono con fermezza. Dopo gli scontri di fine luglio, le divisioni sono tornate a infiammare Palazzo Civico. Il Pd, Moderati, DemoS e Torino Domani hanno espresso solidarietà ai feriti, mentre il centrodestra ha ribadito il sostegno alla Tav. La situazione è diventata così calda che la presidente del Consiglio comunale ha dovuto sospendere la seduta per evitare ulteriori tensioni.
Le posizioni restano distanti se non inconciliabili. Dalla Tav all’urbanistica fino al nuovo ospedale nell’area della Pellerina, le posizioni restano distanti se non inconciliabili. Il Pd, pur sostenendo l’opera, ha chiesto di minimizzare gli impatti sociali e ambientali. I 5 Stelle, invece, continuano a considerare l’opposizione alla Torino-Lione una linea rossa. La bagarre è arrivata al punto da costringere la presidente del Consiglio comunale a sospendere la seduta.
Lo Russo e le ruggini con Appendino
Le tensioni non si limitano al programma. Il rapporto tra Lo Russo e il Movimento 5 Stelle, logorato dalle vecchie ruggini con l’ex sindaca Chiara Appendino, rimane un tema delicato. Lo Russo, ex capogruppo del Pd e oppositore della giunta pentastellata, ha avuto un veto a un’alleanza con il centrosinistra in caso di ricandidatura. A luglio, il capogruppo comunale del M5s Andrea Russi ha ribadito il giudizio critico sull’attuale giunta, chiedendo una «proposta di discontinuità». Le differenze non si limitano alla Tav: dal welfare ai trasporti, passando per periferie e ambiente, le posizioni restano distanti se non inconciliabili.
Il centrodestra prova a infilarsi nelle crepe. Dopo gli scontri, Maurizio Marrone ha lanciato la provocazione: «Chi si candida inserisca nel programma il sì al Tav». Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte, è il nome che emerge più forte, ma non è l’unica opzione. FdI lo considera uno dei profili più forti per Palazzo Civico, ma non escludono altre possibilità. Forza Italia, invece, guarda anche all’area che nel 2021 sostenne Paolo Damilano, mentre la Lega ha in cantiere un altro nome. L’incognita Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha già annunciato la sua candidatura e aperto le porte a nuove alleanze.
Intanto, il mondo civico si muove. Gli eredi della lista “Lo Russo sindaco” hanno già sciolto ogni riserva sul 2027 e si sono aderiti a Più Uno, il movimento di Ernesto Maria Ruffini. Se l’obiettivo del Nazareno è replicare anche nelle grandi città l’alleanza più larga possibile, la partita dei 5 Stelle resta il bersaglio grosso. Una sintesi tutt’altro che semplice: dalla Tav all’urbanistica fino al nuovo ospedale nell’area della Pellerina, le posizioni restano distanti se non inconciliabili.
