Studenti francesi in protesta per classi sovraffollate e mancanza di risorse

Studenti francesi protestano per classi sovraffollate e mancanza di risorse, con violenze e scontri in tutta la Francia.

Studenti francesi si stanno mobilitando in tutta la Francia per chiedere classi meno affollate, più insegnanti e strutture adeguate, con conseguenze di violenze e scontri in diversi centri urbani. A Marsiglia, due presidi sono stati aggrediti e i trasporti pubblici sono stati interrotti, mentre a Nantes i pompieri sono intervenuti per spegnere un incendio all’ingresso di un liceo. La protesta, iniziata la scorsa settimana e diffusasi dalle periferie parigine, si è estesa a tutta la nazione, coinvolgendo anche universitari che hanno bloccato una trentina di campus.

La motivazione principale delle manifestazioni è legata alle carenze di personale, edifici degradati e aule sovraffollate. “Manifestiamo contro le classi troppo piene, contro questo governo che spende milioni per le custodie anti-telefono ma non investe nel riscaldamento, nell’aria condizionata o negli stipendi dei nostri professori”, ha raccontato Maelle, 16 anni, a Caen. A Strasburgo, Raphael, 17 anni, descrive classi da 35 studenti, temperature estive di 35 gradi, servizi igienici insufficienti e infiltrazioni d’acqua: “L’edificio cade a pezzi. Zero fondi, zero risorse”.

Violenze e reazioni politiche

Le proteste si sono trasformate in violenze urbane, con incendi, danneggiamenti e scontri tra studenti e forze dell’ordine. Il governo ha definito il movimento come “violenze urbane” attribuendone l’origine a una “manovra organizzata da Lfi e dai suoi alleati dell’ultrasinistra”, sulla base di una valutazione condivisa dai servizi di intelligence. Il coordinatore del partito, Manuel Bompard, ha replicato invitando il governo a non scivolare nel complottismo. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha difeso un impiego “molto proporzionato” degli strumenti in dotazione, in particolare dei lacrimogeni. Sul piano politico, il leader socialista Olivier Faure ha denunciato “l’irresponsabilità del governo”, mentre Bruno Retailleau, candidato dei Republicains all’Eliseo, ha chiesto di mettere al bando Lfi. Jean-Luc Mèlenchon ha sostenuto che il suo partito invita a “metodi di lotta non violenti”.

Disaccordo tra studenti e forze dell’ordine

Non tutti gli studenti partecipano attivamente alle violenze. Alcuni, come Cèline, studentessa a Bordeaux, criticano l’uso di lacrimogeni e manganelli come unica risposta del governo. “La maggior parte dei vandali non è nemmeno del nostro liceo”, ha affermato, sottolineando che la protesta non è unanime. Il sindacato Snpden-Unsa ha denunciato che i presidi non hanno i mezzi per ridurre da 35 a 25 gli alunni nelle classi dell’ultimo anno.

Le autorità hanno aperto tre indagini dopo il ferimento di liceali durante i blocchi. Il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha proposto una piattaforma di consultazione aperta a tutti i liceali e riceverà domani le associazioni degli studenti e dei genitori. Una nuova giornata di mobilitazione è prevista il 6 ottobre, con l’auspicio di un confronto più costruttivo tra studenti, sindacati e governo.